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La crisi

Manovra, la protesta di Gravina

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"Cari concittadini, oggi dirò al Prefetto e al ministro dell'Interno che il Comune di Gravina di Catania non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l'ufficio Anagrafe e stato civile". Sono le prime righe di una lettera ai concittadini pubblicata dal sindaco di Gravina di Catania Domenico Rapisarda sul sito web del Comune. "Si tratta di una protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, del tutto simbolica - continua Rapisarda - che non causerà disagi alla popolazione e, men che meno interruzioni di servizi, come deliberato dallo stesso Direttivo dell'Anci, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti che riguardano le Province e i Comuni". "Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita - prosegue il sindaco di Gravina di Catania - ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e difendere i vostri diritti. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare la tasse o a chiudere i servizi". "Ho deciso di far sapere a che punto siamo arrivati - conclude Rapisarda nella lettera - perché ognuno di Voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l'Anci stanno facendo non è la protesta della 'casta' ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni sempre più solidi, competitivi e vivibili".


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