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L'arresto di Lauricella

Incastrato da una soffiata
il boss che ha negato la sua identità

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, Cronaca
La fonte confidenziale non si sbagliava. Conosceva bene Lauricella e ha messo i poliziotti sulle tracce del latitante. La soffiata era precisa. Il re della Kalsa, lo Scintullni, circolava nei vicoli del popolare quartiere Ballarò. Il resto lo hanno fatto gli agenti della sezione Criminalità diffusa della Squadra mobile di Palermo. Lo hanno seguito e pedinato fino alla decisione di intervenire presa stamani poco prima delle otto e mezza. Lauricella, 57 anni, al momento del fermo, si aggirava tra le bancarelle del mercato.

Ai poliziotti ha detto di chiamarsi Salvatore Messina. Non aveva documenti addosso. Si muoveva con una scooter Honda modello Sh. Barba lunga, pantaloni corti, bandana al collo. Condotto negli uffici della Mobile ha continuato a negare la sua vera identità. Si è confuso, però, su alcune parentele. Poi, ha capito di non avere altra scelta. Ha confessato: "Sono io Lauricella". E si è complimentato con il dirigente della sezione Carmine Mosca. Al momento del blitz, Lauricella aveva un borsone con dentro un asciugamano, un passamontagna, un coltellino e guanti in lattice. E alcuni mazzi di chiavi.

Sembrava più un turista che un latitante. Certamente ben diverso dalla foto d'archivio in possesso degli investigatori e dall'immagine finora tracciato di lui. Camicie Burberrys, pantaloni con la piega perfetta, scarpe lucide, sempre elegante anche quando prendeva i soldi che gli consegnavano costruttori, salumieri, pasticceri negozianti. Da qui il soprannome Scintilluni a cui preferiva quello di Nino il Bello, come disse nel corso di un processo. Lauricella, latitante dal 2005, è stato accusato di mafia, traffico di droga, omicidi. L'unica condanna definitiva gli era stata inflitta per estorsione: sette anni e mezzo di carcere. per estorsioni. Cresciuto alla corte del boss Masino Spadaro e del capomafia Gerlando Alberti, inizia a far parlare di è alla fine degli anni '80.

Poi, Nel settembre '92 la polizia sequestra 750 grammi di cocaina e mezzo kg di eroina in casa sua arrestando la moglie Rosa Brusca, la figlia Rosaria e il marito Massimo Russo. Lauricella viene poi colpito da ordine di carcerazione per omicidi nel '96 e un anno dopo viene arrestato a Busto Arsizio (Varese). Nel maggio '98 anche il figlio Salvatore viene coinvolto in un’operazione antidroga. Lauricella entra ed esce dal carcere ma è libero quando scatta il blitz antimafia dopo la “cantata” del pentito Francesco Famoso, esattore del racket delle estorsioni. La polizia esegue cinque ordini di custodia ma l’unico che riesce a sfuggire al blitz è proprio lui che diventa ufficialmente latitante dal 3 ottobre 2005.

(Lauricella in una vecchia foto)


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