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L'accusa di uno studioso

Vestiti apocrifi o immaginari
Dubbi sulla mostra della Provincia

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mostra, piraino, trifiletti, Cronaca
L’abito di Franca Florio?
Chissà... Quello di Concetta Corbera? Singolare, visto che parliamo di un personaggio letterario che, come tale, non potrebbe indossare vestiti. La Provincia di Palermo si trasforma in Disneyland e, intorno alla mostra sugli abiti d’epoca ospitata a Palazzo Sant’Elia e organizzata da Raffaello Piraino, all’interno delle celebrazioni per la Provincia in Festa, cominciano a sorgere i primi dubbi.

A sollevare il caso è il professor Gabriele Arezzo di Trifiletti, proprietario di una collezione di abiti d’epoca riconosciuta dalla Sovrintendenza e dal ministero dei Beni culturali di cui farebbe parte, come dicono gli esperti, l’unico abito appartenuto a Donna Franca Florio e arrivato fino a noi. E quello presente alla mostra di Piraino, allora? “Non se se è un falso, ma bisogna indagare. Il mio è stato studiato per anni, me l’hanno chiesto per l’ultimo G8 in Abruzzo come simbolo della cultura del nostro Paese, esposto insieme alle lenti di Galileo e alla macchina di Leonardo. Quello alla Provincia non so da dove venga”.

Ma a far arrabbiare il professore è stata anche la risonanza che all’evento hanno dato i quotidiani locali, a cui chiede una rettifica. “C’è anche un abito attribuito a Concetta Corbera, personaggio letterario di Tomasi di Lampedusa. E’ un po’ come se dicessi che ho un abito di Renzo e Lucia o un paio di stivali regalati da Tex Willer”. La mostra, che sta riscuotendo un grande successo specie presso le scuole che fanno la fila per visitarla, è stata inaugurata in pompa magna e sarà visitabile fino al 23 ottobre.

“Ricevo continue telefonate da tutta Italia – dice Arezzo – ci stiamo facendo ridere dietro da tutti. Anche perché qui parliamo di soldi pubblici. Non capisco come non abbiano scelto la mia collezione, visitabile gratuitamente e patrimonio culturale del Paese, per preferirne una così. La Provincia in Festa sta facendo la festa alla cultura”.


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