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Regione. Il caso Aiello

La pacchia della legge 104
E le "fughe" continuano


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L'annuncio era arrivato il giorno della festa della Repubblica. Il 2 giugno scorso l'assessore regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica
Caterina Chinnici (nella foto) scriveva la parola “fine” sui privilegi della cosiddetta “legge 104”. La legge che disciplina le modalità di assistenza a un parente disabile. Una norma usata (e abusata) alla Regione dove sono emersi, oltre a numeri enormi di baby pensioni, anche i casi celebri di Pier Carmelo Russo e Cosimo Aiello.

La “fine” della pacchia doveva essere segnata da un disegno di legge con il quale venissero abrogate appunto le norme che concedono ai dipendenti regionali il diritto di usufruire di un sistema agevolato di pensionamento anticipato legato al grave stato di salute di un proprio familiare (genitore, coniuge o figlio). Un ddl inoltrato, a detta dell'assessore, “immediatamente” alla giunta di governo, per un “pronto” approdo in Aula per l'approvazione.
Ma quel ddl deve essersi smarrito da qualche parte. O, quantomeno, il suo “transito” non è stato così immediato. Di quel testo, in effetti, non si è più saputo nulla. Dopo essere stato approvato in giunta, adesso si trova in prima commissione ma non è stato ancora esaminato. E i tempi per l'approdo in aula, così, sembrano piuttosto vaghi.

Così, l'annuncio di giugno rischia di avere un effetto “boomerang”. Secondo il direttore del Fondo di quiescenza della Regione, Ignazio Tozzo, infatti, le richieste di prepensionamento da giugno a oggi sarebbero state una quarantina.
Insomma, quell'annuncio ha probabilmente “invogliato” chi è in possesso dei requisiti ad accelerare in vista di una norma che potrebbe cancellare il privilegio. Tozzo, per la verità, in attesa di verificare i dati esatti, afferma di non notare un grosso scostamento con gli altri mesi. Ma i numeri sembrano dire altro. Quelli in nostro possesso, in particolare, parlano di 682 pensionamenti tra il 2008 e l'aprile del 2011. Una media di 17 pensionamenti al mese. “Una quarantina”, dice invece Tozzo, avrebbero chiesto di andare in pensione con la 104 nel solo mese di luglio. In fretta e furia, prima che si abbia notizia del ddl Chinnici.

A dire il vero, se proprio avesse voluto, la Regione sarebbe già potuta intervenire per dare una stretta alle baby pensioni. E da più di un anno. Del 21 luglio, infatti, è un ddl presentato all'Ars da Davide Faraone su questo tema “scottante” e, a detta dello stesso Faraone, “politicamente scomodo”. In sintesi, Faraone chiedeva di introdurre un nuovo sistema: non più baby pensioni, ma la possibilità, per i dipendenti regionali di ottenere un'astensione dal lavoro retribuita per tutto il periodo di “assistenza”, con l'immediato rientro in servizio in caso di decesso del parente (finora, invece, non sono rari i casi di baby pensionati a vita per aver assistito un parente deceduto pochi giorni dopo). “Avevamo inserito questo ddl come emendamento in Finanziaria – racconta Faraone – ma poi gli emendamenti non si votarono. E non se ne fece più nulla”. Nulla.

Storia in un certo senso simile a quel ddl dell'assessore Chinnici che avrebbe dovuto porre fine ai casi eclatanti. L'ultimo, che ha in effetti innescato l'intervento dell'assessore, è quello di Cosimo Aiello. In pensione a 51 anni lo scorso marzo grazie alla legge 104, Aiello (che, per la verità, quando è andato in pensione era il capo di gabinetto proprio della Chinnici) è stato richiamato dalla stessa Chinnici come consulente (a titolo gratuito) dell'assessorato Funzione pubblica.
Un “impegno” evidentemente compatibile con quello dell'assistenza alla madre malata. Così come è stata compatibile, fino al 21 luglio scorso, la carica (continuamente prorogata) di commissario straordinario dell'Ersu di Catania. Ma non solo. Aiello, per la verità, è anche consulente del Teatro Bellini di Catania. Per un anno di consulenza (fino al dicembre del 2011) guadagnerà 42.500 euro. Inoltre, Aiello è, stando al suo curriculum, componente del Comitato amministrativo fondi regionali a gestione separata presso una “primaria banca nazionale”, componente del Comitato consultivo del “primo fondo immobiliare costituito dalla Regione Siciliana e primo in Italia per specificità”, presidente di un ente no-profit. Tutto questo, mentre riceve la pensione dalla Regione per assistere la madre.


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