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il pastone con le sarde

Manovra, tagli alla politica, auto blu
e il terzo round della scazzottata in Aula


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La manovra finanziaria era urgente. Urgentissima. Imprescindibile. Necessaria. E infatti, è slittata a settembre. Ma a settembre si farà. Lo ha assicurato il capogruppo dell’Udc Giulia Adamo, che, sorseggiando un daiquiri ha annunciato: “Utilizzeremo la pausa estiva per lavorare alla manovra”. Poi, dopo una breve pausa per confermare la prenotazione di una crociera sul Mediterraneo di appena 26 giorni, ha aggiunto: “Così al ritorno sarà già pronta per essere votata”. La notizia ha mandato su tutte le furie Davide Faraone: “Perché dovremmo andare in vacanza? Lavoriamo tutto il mese d’agosto per completare la manovra”, ha annunciato un attimo dopo aver scoperto che gli ultimi due biglietti per la crociera sul Mediterraneo che aveva promesso alla moglie erano stati appena prenotati “da una signora dal vago accento marsalese”.

Ma, giusto per restare in tema di economia, è stata la settimana dell’assessore Gaetano Armao che ha collezionato una serie di successi. Ha lavorato 28 ore al giorno per stilare la manovra e portarla in giunta. Una giornata tremenda, per l’assessore, che non ha avuto il tempo di cambiare più di tre cravatte. La giunta, però, ha ritenuto prioritarie altre faccende. Lombardo, infatti, in quell’occasione ha preteso di sapere chi fosse Uccio Missineo. E le procedure per il riconoscimento sono andate per le lunghe. Dopo una notte insonne, però, sembrava essere giunti a una “quadra”. “Presto la manovra sarà in Commissione”. Già. L’indomani mattina, Antonello Cracolici e Francesco Musetto, mentre spazzolavano al bar dell’Ars un panino con crudo ed emmenthal hanno detto che c’era un problema tecnico sull’analisi della manovra: “Non ce ne fotte una minchia”, avrebbero detto.

Così, Armao ha provato a risolvere altre faccende. È andato dal ministro Fitto a chiedere i Fondi Fas. Fitto avrebbe risposto: “Azz… mi trovi giusto giusto senza portafogli. Se passi la prossima settimana, magari…”. Indomito, Armao è volato dal ministro Tremonti, dove ha battuto i pugni sul tavolo. Ma Tremonti avrebbe risposto: “Se rompe il tavolo, lo paga lei, giusto?”.

Insomma, niente manovra, niente Fas, niente aiuti. Ma, evidentemente, la questione non era così urgente. La soluzione, infatti, l’aveva già trovata il presidente Lombardo e l’ha rivelata durante il terzo round della scazzottata in Aula tra Cracolici e il presidente Cascio, organizzata in occasione della votazione sulla riforma delle Asi.

A proposito. L’Ars procede a tappe forzate verso l’approvazione. Nella scorsa seduta, approvati altri undici articoli della legge. In particolare, sono passati gli emendamenti con i quali il governo ha modificato i criteri per scegliere i vertici dell’Istituto per lo sviluppo delle attività produttive.

In pratica, dopo la modifica dell’esecutivo, il presidente verrà scelto da Lombardo. Il dirigente generale verrà scelto da Lombardo. I membri del Cda verranno scelti da Lombardo. I revisori dei conti verranno scelti da Lombardo. Gli uscieri, gli autisti, la ditta di pulizie, i fornitori delle macchinette per il caffè, i ragazzi addetti al volantinaggio, i componenti del call center, gli stagisti, i corsisti, i progettisti, i salutisti e i fancazzisti verranno scelti tutti da Lombardo. All’Assessore Venturi, dopo gli emendamenti del governo, è rimasto il diritto di rivendicare un posto-macchina di fronte l’Istituto, al modico canone di cinquanta euro mensili. L’assessore si è detto “moderatamente soddisfatto”.

E la riforma delle Asi rientra nel più ampio quadro di razionalizzazioni previste dal governatore. La manovra economica slitta a settembre? Nessuna paura. I tagli ai costi della politica arriveranno attraverso decreto. E così è stato. Ma non sono mancati i problemi.

Intanto, Lombardo ha annunciato: “Troppe undici Asi. Basta l’istituto. Troppi dodici consorzi di bonifica. Ne bastano due. Troppi gli Iacp, ne basta uno. Troppi – ha concluso – dodici assessori. Basto io”. Il secondo passo verso il risparmio sarà quello del taglio alle consulenze e agli incarichi esterni. “Basta con questi incarichi – ha annunciato Lombardo – da adesso in poi, tutte queste persone verranno direttamente assunte alla Regione”.

Poi ha affrontato con decisione il problema dell’abolizione delle Province: “Verranno sostituite dai Consorzi di Comuni” ha annunciato Lombardo, che ha aggiunto: “Il presidente del consorzio sarà il sindaco del comune capofila. E acquisirà il titolo di valvassore”.

Quindi è intervenuto sull’altro tema scottante: le auto blu. Il decreto sulla riduzione delle vetture di servizio è arrivato presto, prestissimo. Ed è stato diramato in tempo reale. Ma non sono mancati i disagi. L’autista dell’assessore D’Antrassi, infatti, ricevuta in auto la comunicazione, mentre stava accompagnando l’assessore alla seduta d’Aula ha piazzato i freni. E l’ha fatto scendere. “Non sono più blu”, avrebbe detto all’assessore. A D’Antrassi non è rimasto che attendere per appena 42 minuti il passaggio del “110”. Quando è arrivato all’Ars, però, non era più assessore.


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