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Il caso Ciancimino e le polemiche

Che succede nella magistratura?


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Il caso Ciancimino, dopo l'affare della presunta calunnia a De Gennaro e del documento che sarebbe stato falsificato, agita le acque della magistratura. Dopo la "pace" delle Procure, siglata dai pm di Caltanissetta e di Palermo (che è a molti appare una tregua armata), oggi nuove dichiarazioni. Puntualizzazioni, smentite e precisazioni che elettrizzano gli scenari che vorrebbero placare. A tenere banco l'intervento del Csm.

''Non abbiamo nessuna remora riguardo alla verifica che il Csm sta compiendo sul nostro percorso e attendiamo con tranquillità l'accertamento e le eventuali aree di azioni disciplinari''. Sono parole del procuratore di Palermo, Francesco Messineo, a margine del convegno ''Verso la riforma della giustizia'', organizzato a Mondello e a cui prenderà parte il Guardasigilli Angelino Alfano. ''Di questa vicenda - ha aggiunto Messineo - conosco solo ciò che ha scritto la stampa e perciò non so dire quale sia la direzione dell'azione intrapresa dal Csm. Su questa vicenda è d'obbligo il massimo riserbo. Abbiamo fiducia nel Csm e nei titolari dell'azione disciplinare''.

Dal canto suo, il gip Piergiorgio Morosini, segretariogenerale di Magistratura democratica, sottolinea un altro concetto: ''La vicenda Ciancimino è molto delicata. Le ultime notizie che abbiamo dalla Procura nazionale antimafia rivelano un chiarimento tra i punti di vista delle diverse Procure e questo dimostra come certi attacchi della politica siano strumentali per non fare emergere la verità". ''Dobbiamo lavorare tutti per evitare assolutamente una nuova stagione di veleni", dice il senatore Carlo Vizzini. Un auspicio alla moderazione, fin qui ampiamente ignorato.


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