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Cosa nostra e gli immigrati

La mafia e "l'affare" sbarchi
Blitz e pioggia di arresti a Catania

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arresti, Catania, mafia, Catania, Cronaca
Facevano base a Catania, ma avevano ramificazioni e punti operativi in tutto il mondo. La squadra mobile di Catania ha eseguito ventitrè fermi in una maxioperazione contro lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina: il blitz, disposto dalla procura distrettuale, è stato effettuato nelle ultime ore. L'organizzazione era ramificata e suddivisa per ruoli. C'era lo scafista, il meccanico, il cuoco. Ognuno con una sua specifica posizione, un tassello della rete operativa smantellata dalla polizia.

L'inchiesta prende le mosse dagli arresti di due pescatori, Salvatore Greco, di 57 anni, e suo figlio Massimo, di 26,  arrestati, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catania sullo sbarco di 135 egiziani avvenuto il 21 marzo scorso sulla riviera Ionica. Sono i proprietari della barca ‘Felice’, sulla quale c’erano una quarantina di migranti, che si è incagliata a Riposto. Secondo l’accusa li avevano prelevati, per portarli a terra, da una nave ‘madre’ egiziana, che era al largo, e che è stata poi bloccata. Salvatore Greco in passato è stato indagato perché ritenuto vicino a esponenti della cosca mafiosa Brunetto di Fiumefreddo. Suo figlio Massimo è ritenuto uno degli ’scafisti’ dello sbarco. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Michelangelo Patanè e dal sostituto Vincenzo Serpotta.


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