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L'ira di raffaele Lombardo

"Alla faccia della collaborazione..."

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berlusconi, lampedusa, lombardo, migranti, Politica
"Si vede che faremo l'inferno". Sono le parole che il governatore siciliano
Raffaele Lombardo ha pronunciato in conferenza stampa nella sala degli Specchi a palazzo d'Orlenas, indetta dopo il suo ritorno da Lampedusa. Ed è ciò che il presidente annuncia se da Roma non arriverà collaborazione, nella gestione dell'emergenza immigrati.

L'esecutivo regionale resterà in giunta permanente fino alla fine dell'emergenza, e domani arriverà fino a Roma: "Domani - ha annunciato Lombardo - saremo tutti davanti a palazzo Chigi, tranne Sparma che resterà sull'isola. Chiederò di incontrare Berlusconi. Ci sarà un Consiglio dei ministri, al quale però non sono stato invitato. Ma dovrei partecipare a meno che non si voglia violare lo Statuto e la Costituzione. Anche la Sicilia è Italia. E a meno che non dichiarino in questo Cdm che l'Italia non esiste più...".

"Quelle del governo sono iniziative inadeguate, è tempo che l'esecutivo si dia una mossa" accusa Lombardo, di fronte a quella che ha definito "un'emergenza umanitaria, alimentare, igienica". Le critiche sulla gestione delle conseguenze della crisi nord africana battono anche sul tasto della mancata collaborazione: "Ho visto – ha spiegato il presidente della Regione - che ci saranno altre due tendopoli a Caltanissetta e a Kinisia, ma nessuno ci ha chiesto il consenso. Alla faccia della collaborazione istituzionale".

Intanto a Lampedusa sono presenti l'assessore alla Sanità Massimo Russo e l'assessore al Territorio Gianmaria Sparma, "ma a turno – ha anticipato Raffaele Lombardo - uno dei componenti di governo sarà sempre presente sull'isola, così che l'amministrazione locale potrà direttamente dialogare con esponenti della Regione". Mentre Centorrino annuncia anche il ricorso alla giustizia europea.

Raffaele Lombardo ha elencato tutti i punti di una crisi che si estende a macchia d'olio sulla regione. "L'emergenza riguarda anche Birgi, la cui chiusura mette in ginocchio l'economia dell'intera provincia; a Mineo i richidenti asilo sono liberi di uscire e in questa prospettiva lavorano per integrarsi. Vagano per le campagne come per la città, e poi naturalmente quando sentono parlare di rimpatrio forzato, scappano. Anche se gli agenti pattugliano la Catania-Gela e ne hanno già intercettati molti".

La soluzione?Una proposta era già stata espressa nei giorni scorsi: "La gente va accolta in mare - ha detto Lombardo - Devono essere accostate da navi che svolgano le funzioni del Cie di Lampedusa: identificazione, perquisizione, se volete visite mediche, per poi portarli alla destinazione finale. Ci sono tanti porti in cui siamo disponibili ad accoglierli".

Infine, l'affondo diretto all'esecutivo di Berlusconi: "Non abbiamo politica estera. Non siamo nè in guerra nè in pace, siamo ignorati da chi assume decisioni. Siamo tutti lampedusani, e - ha concluso Lombardo - dobbiamo fare in modo che i lampedusani possano sentirsi italiani a pieno titolo".


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