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Identificato "faccia da mostro"

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aiello, emanuele piazza, gaetano scotto, Gaspare Spatuzza, giovanni falcone, nino agostino, paolo borsellino, trattativa stato-mafia, vito lo forte, Cronaca
Fino a oggi era un personaggio dai contorni sbiaditi, uno degli uomini del mistero che costellano gli episodi più bui della Repubblica italiana. Ma adesso "faccia da mostro" ha un nome: si chiama Aiello ed è un dirigente di polizia in pensione che ha prestato servizio a Palermo fra il 1986 e il 1989. A rivelare la sua identità è il cronista Nicola Biondo in un articolo pubblicato da "L'Unità".

"Faccia da mostro" o "il bruciato" come viene chiamato, è stato riconosciuto dal pentito Vito Lo Forte, assieme a un altro insospettabile, un prefetto in pensione. "Li chiamavamo 'il bruciato' e 'lo zoppo'. Uno aveva il visto deturpato, l'altro camminava con un bastone" racconta il pentito ai magistrati delle procure di Palermo e Caltanissetta che indagano sul mancato attentato al giudice Falcone all'Addaura e sulle morti di Agostino e Piazza. Perché "faccia da mostro" avrebbe avuto un ruolo in tutti questi episodi.

Tutti dati da verificare, attentamente, anche perché Lo Forte è entrato e uscito dal programma di protezione, ha commesso un omicidio dopo aver avviato la collaborazione, insomma, non una condotta integerrima.


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