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Ma ha perso la causa

L'uomo che voleva solo essere
il figlio amatissimo dei Pooh

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catanese, dodi battaglia, padre, Catania, Cronaca
Lui voleva essere il figlio dei Pooh, di uno in particolare. Ma il codice è severo: le cose che non sono, non sono.
Quando aveva ormai 36 anni, nel 2006, ha fatto partire una causa di riconoscimento di paternità sostenendo che Donato 'Dodi' Battaglia, chitarrista dei Pooh, era suo padre. Ora il Tribunale di Bologna ha stabilito definitivamente, anche dopo un doppio test del Dna, che così non è. L'uomo, Riccardo Carlo Donato L., di Catania, oggi quarantenne, aveva chiesto la dichiarazione di paternità di 'Dodi' Battaglia, sostenendo che negli anni 1969-70 tra la madre, nata nel '50, e il chitarrista e compositore delle musiche dei Pooh c'era stata una storia d'amore, pur senza convivenza.

Battaglia, bolognese, assistito dalle avvocatesse Chiara Rinaldi e Francesca Giardini, però ha sempre sostenuto che non era vero. L'esame del Dna, eseguito dalla professor Susi Pelotti, ha rilevato una incompatibilità tra le caratteristiche genetiche delle parti e ha "nettamente escluso" - scrivono i giudici Angela de Meo, Maria Fiammetta Squarzoni e Maria Cristina Borgo - la paternità di Battaglia nei confronti del catanese. Un esame che - osserva il collegio - ha margini di sicurezza elevatissimi per l'acquisizione della conoscenza del rapporto di filiazione naturale. Quindi si deve concludere - scrivono ancora - per l'infondatezza della domanda. Fine del sogno per l'uomo senza padre. Fine dell'incubo per Dodi.


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