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Un altro corteo nel pomeriggio

I collettivi si dissociano dalla violenza
Giovane Italia: "Era prevedibile"

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protesta, scuola, studenti, università, Cronaca
"Nelle azioni di violenza compiute oggi non sono coinvolti studenti che fanno riferimento alla Rete dei collettivi studenteschi (cui aderiscono le scuole: Garibaldi, Cannizzaro, Einstein, Umberto I, Ninni Cassarà, Vittorio Emanuele III, Ferrara e studenti di altre scuole)". Lo dice Francesco Teresi, Rete dei Collettivi studenteschi Palermo. La manifestazione di questa mattina è stata organizzata dagli "Studenti Medi Palermo" - aggiunge - mentre la Rete dei Collettivi Studenteschi scenderà in piazza oggi pomeriggio alle 16.30 a piazza Verdi. "Noi della Rete dei collettivi studenteschi - prosegue - ci allontaniamo del tutto da questo modo di fare protesta: questa violenza inutile è dannosa al movimento, peggio quando è mossa contro giornalisti, in una manifestazione contro il governo e il Ddl Gelmini. La Rete vuole portare avanti una protesta pacifica, intelligente e partecipata. Deve essere chiara la differenza tra noi e loro, affinché non si attacchi generalizzando l'intero corpo studentesco, all'interno del quale compaiono numerose realtà".

"Gli scontri avvenuti questa mattina durante la manifestazione Unipablok, nei pressi della sede dell'Assemblea regionale siciliana, sono stati opera di alcuni violenti, i quali hanno arbitrariamente e senza subire alcuna provocazione, cercato lo scontro con le forze dell'ordine". Lo dicono i componenti del Movimento degli universitari, attualmente riuniti in assemblea autogestita. "Intendiamo dissociarci - aggiungono - con forza da questi gesti, assolutamente contrari alla nostra identità e al messaggio che intendiamo lanciare alle istituzioni tutte. Al momento è stata indetta un'assemblea autogestita, presso il teatro in viale delle Scienze, a cui stanno partecipando tutti gli studenti dell'Ateneo palermitano e all'interno della quale valuteremo le prossime mosse ed iniziative da portare avanti".

"Gli scontri di questa mattina erano prevedibili in quanto sono stati pianificati e portati avanti dai militanti dei centri sociali. Questa esplosione di violenza non è il prodotto del disagio sociale, che nella nostra città esiste realmente, ma la precisa volontà di creare un clima di tensione e violenza politica a Palermo contro le istituzioni e le forze politiche come la nostra". Lo dice Nino Costa presidente provinciale di Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della libertà. "Nei mesi scorsi - prosegue - abbiamo anche denunciato la presenza, nell'ex consorzio agrario occupato abusivamente in via Archirafi, di un centro di addestramento per questi ragazzi violenti. La violenza politica, a Palermo come nel resto d'Italia, continuerà a esistere fino a quando le istituzioni continueranno a tollerare le occupazioni dei centri sociali e le azioni di questa area antagonista".


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