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Esercizio provvisorio

Gianpiero D'Alia (Udc): "E' necessario"
Cimino: "Variamo le vecchie norme"

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Si parla ancora di Finanziaria ed esercizio provvisorio all'alba della settimana natalizia, tra i luoghi della politica isolana. A intervenire nel dibattito mediatico è questa volta il coordinatore regionale dell'Udc di Casini,
Gianpiero D'Alia. "Il ricorso all'esercizio provvisorio è una scelta necessaria, anche se spiacevole. Tanto più spiacevole perché originata da uno dei soliti atteggiamenti distruttivi nei confronti della Sicilia assunti dal governo nazionale".

"Lo Stato, infatti, non ha ancora provveduto a precisare tutti i criteri per la definizione – ha detto ancora D'Alia – del 'patto di stabilita', rendendo impossibile quindi la definizione dei diversi capitoli della Finanziaria regionale. Inoltre, non è ancora stata individuata la nuova quota di compartecipazione regionale al Fondo sanitario - prosegue - che, dati i risultati positivi conseguiti negli anni scorsi, potrebbe passare dal 49,1% al 42%, con una differenza di esborso dell'ordine di alcune centinaia di milioni di euro".

Per D'Alia: "In queste condizioni è evidente come non si possa che fare ricorso all'esercizio provvisorio, utilizzando i tre mesi previsti dal ddl adesso all'esame dell'Ars per confrontarsi sulle priorità politiche sottolineate dall'Udc per una Finanziaria regionale di sviluppo dell'economia e di solidarietà alle famiglie".

Ma per una voce legata al governo che si alza a favore dell'esercizio provvisorio, ce n'è un'altra, questa volta all'opposizione, che parte all'affondo. A parlare è questa volta Michele Cimino, già vicepresidente di Lombardo e assessore regionale al Bilancio fino al governo Lombardo ter.

Secondo Cimino "Si dovrebbero approfondire quegli articoli della legge Finanziaria che già sono stati esitati dal'Assemblea regionale siciliana un anno fa. Vi sono tante norme importanti che riguardano sia il settore dell'agricoltura che delle categorie produttive. Invece si pensa di fare un'ulteriore finanziaria. Ritengo invece – ha concluso – che bisogna rispettare ciò che è stato deliberato dall'Ars".


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