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I due capigruppo

Battibecco tra Cracolici e Leontini

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cracolici, esercizio provvisorio, leontini, lombardo, Politica
“La regola è stata confermata: di fronte alle scelte importanti, il governo Lombardo decide di non decidere, e rinvia tutto. Ci troviamo di fronte ad un esercizio provvisorio che oltre a gettare la Sicilia in una condizione di incertezza, resa ancor più grave dal contesto generale di crisi che nel quale ci troviamo, conferma che il governo è già lacero dopo appena sei mesi di vita, e che proprio non ce la fa ad andare avanti”. Era il 13 dicembre del 2008 e a pronunciare queste parole fu Antonello Cracolici, capogruppo del Pd e, ai tempi, alla guida dell'opposizione al governo Lombardo. Lo ha ricordato oggi il capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini, che in conferenza stampa ha annunciato l'occupazione della II commissione in segno di protesta contro l'ipotesi di andare all'esercizio provvisorio.

Da quel 13 dicembre sono passati due anni e quattro governi. Cracolici guida oggi la più numerosa forza di maggioranza, Leontini è a capo della maggiore forza d'opposizione. Il governatore, com'è noto, è sempre lo stesso.

La Sicilia si appresta a fare i conti col terzo esercizio provvisorio consecutivo e mentre Leontini ricorda le dichiarazioni passate di Cracolici e lo accusa di incoerenza, il leader dei democratici a sala d'Ercole replica così: “La tecnica è evidente, attaccare gli altri per cercare di nascondere le proprie difficoltà. Ma forse per Leontini era meglio stare zitto: le sue parole dimostrano solo una profonda debolezza. Ci vuole davvero faccia tosta ad accusare noi di trasformismo. Se Leontini vuole sapere cos’è il trasformismo, lo chieda al suo capo Berlusconi e pensi alla vergognosa campagna acquisti messa in piedi a Roma. E ci vuole faccia tosta anche a darmi del ‘venduto’, ma forse quello di Leontini è stato un lapsus: d’altronde c’è da capirlo, sta in un partito che pensa solo a comprare deputati…”.

Cracolici conclude entrando nel merito dell’esercizio provvisorio e ammettendo: “Noi per primi sappiamo che non fa bene alla Sicilia, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: i conti della Regione sono letteralmente sconquassati dopo dieci anni di scorrerie del centrodestra. Stiamo lavorando per mettere le cose a posto, ma i disastri finanziari lasciati da Leontini e soci sono davvero pesantissimi”.


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