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Ddl, anche gli "esclusi" sperano

Il salvagente per i precari


lavoro, precari, società collegate, Politica
Cresce il numero di precari che quest’anno potrebbero trovare sotto l’albero di Natale la tanto attesa proroga dei contratti di lavoro. Un regalo prezioso, confezionato dall’Assemblea regionale siciliana nelle ultime ore.
Martedì sera, al termine di una lunga e travagliata seduta, l'Ars ha approvato il ddl che prevede la proroga dei contratti a tempo determinato “stipulati dalla Regione, dagli enti, aziende e consorzi” e l’avvio del processo di stabilizzazione.

Il provvedimento si muove lungo due direttrici. La prima è la proroga per i circa 22.500 lavoratori degli enti locali e quelli sottoposti a controllo da parte della Regione e per i 3.200 regionali ( Cefpas, Protezione civile, Arra, Arta, ufficio Emergenza idrica, Enti Parco, Consorzi di bonifica, Camere di commercio). I primi avranno la proroga dei contratti in essere e l’impegno di spesa fino al 2012, mentre per i 3.200 è prevista la proroga fino al 31 dicembre 2011. La seconda è la stabilizzazione – o meglio, l’avvio delle procedure - esclusivamente per i 22.500 lavoratori degli enti locali. Fuori dal processo di stabilizzazione i 6.500 lavoratori Asu, per i quali l'Assemblea ha previsto un sussidio da 500 euro al mese per un anno. L’approvazione del ddl aveva però innescato aspre polemiche per l’esclusione di alcune categorie come gli ex Ciapi, gli ex dipendenti Spo e il personale delle aziende ospedaliere.
Per loro però non è detta l’ultima parola. I tre emendamenti al ddl che li interessavano sono stati sì stralciati, ma anche tramutati in ordini del giorno e approvati dall’Aula.

Nel caso dei “soggetti utilizzati in convenzione presso le aziende ospedaliere universitarie della Sicilia” si prevede che “nelle more delle procedure di stabilizzazione le Aziende Policlinico sono autorizzate a stipulare, senza oneri aggiuntivi per la Regione, contratti quinquennali di diritto privato ai sensi della vigente normativa regionale” per quanti già prestano servizio. Per gli ex Ciapi invece l’odg stabilisce che “il dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali è autorizzato a emanare un pubblico avviso per l’affidamento di attività e servizi, nell’ambito di progetti triennali confermabili”. Procedura analoga ( si parla di selezione pubblica per progetti formativi annuali rinnovabili) per i lavoratori “con contratto di lavoro atipico che hanno già prestato servizio presso la Società servizi per l’occupazione.

Sotto il profilo finanziario nessun onere per la Regione. La spesa prevista per Ciapi e Spo viene coperta con i fondi del Por Fse 2007/2013 (Asse III-inclusione sociale), mentre per i lavoratori delle aziende sanitarie ospedaliere le somme vengono prelevate dai bilanci delle stesse aziende. “Gli ex Ciapi – spiega Riccardo Savona, presidente della commissione Bilancio e Finanze – sono circa 450, gli ex Spo 91 e i lavoratori delle Aziende Policlinico circa 200. Domani incontrerò l’assessore alla Famiglia per avviare le procedure per la selezione, che potrebbero essere attivate già dopo queste festività. Ci auguriamo – prosegue - di dare un po’ di serenità a questi lavoratori. Non esistono precari di serie ‘a’ e ‘b’, ci sono però diverse tipologie e ognuna di loro deve seguire percorsi diversi. Teniamo in considerazione tutti e il nostro obiettivo è quello di trovare una soluzione a tutte le diverse problematiche, ma ci vuole tempo”. La parola passa adesso al Commissario dello Stato. La legge "salva precari" gli verrà consegnata nel pomeriggio e avrà cinque giorni di tempo per pronunciarsi.


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