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E se Lombardo guardasse a destra?

Pensiero stupendo


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Dicono che in questo momento, Raffaele Lombardo sia attraversato da un pensiero stupendo. Ora torno con Berlusconi, mollo il Pd e la storia ricomincia dal principio, fino alla prossima rottura. Appare alla stregua di una bestemmia, d'accordo. Ed è una strada difficilmente praticabile, d'accordissimo. Tuttavia il futuro riposa nella mente di Giove. Raffaele Lombardo - dicono - sta cominciando a pensarci. E non è uomo da impensierirsi per l'asprezza della salita o per una giravolta di troppo.

Sicuramente c'è una domanda politica. E potrebbe esserci un'offerta. Silvio Berlusconi ha vinto, ma il futuro è nebuloso. Il premier di Arcore ha bisogno urgente di una trasfusione di sangue fresco, di una donazione, di un sostegno. E' il mestiere di Raffaele Lombardo appoggiare chi si trova in guai transitori. Il governatore agisce così per ovvia carità cristiana e perché poi presenta conti salatissimi ai suoi beneficiati. E' la teoria del vaso di coccio che deve sopravvivere tra vasi armati di ferro: sfruttare le debolezze, insinuarsi negli interstizi, sorreggere i colossi per poi accasarsi in redditizi matrimoni di interesse.

Berlusconi vuole una mano? L'Mpa potrebbe dargliela. In cambio - si intende - di una rinnovata politica per il rilancio del Sud, con abbondanti annessi e connessi nei posti che contano e con una garanzia per Palazzo d'Orleans. Il presidente non avrebbe nemmeno un accenno di rossore, spiegando un eventuale ri-cambio di collocazione. Lui ama la Sicilia, no? E la Sicilia amatissima vale centomila ribaltoni, specialmente se c'è la possibilità di inserirsi nelle stanze di comando, accanto alla Lega, per incidere sul cammino politico del Federalismo. Perché devo subire il Federalismo da oppositore - ragionerebbe così Lombardo - quando posso accedere alla pulsantiera del manovratore? Raffaele, infine, non è uno che sta con i perdenti. Il terzo polo, al momento, se la passa male, soprattutto se l'Udc opererà l'ennesimo salto della quaglia. Il Pd sconta una inarrivabile e masochista vocazione alla sconfitta. Dunque?

Impossibile? No, al massimo complicatissimo. Ma se c'è una lezione che possiamo trarre dalla politica di oggi è questa: non esistono montagne che non si possano spianare, a dispetto perfino di incrostature, liti e duelli. Le guerre di ieri diventeranno sempre la concordia di domani se c'è un interesse comune. E l'interesse, nel caso in specie, c'è. Certo che spettacolo sarebbe vedere Raffaele Lombardo e Innocenzo Leontini di nuovo a braccetto. Chi potrebbe mai lamentarsi del costo del biglietto?


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