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Leontini a Livesicilia

"Noi con Lombardo? Mai
Ma se lui si convertisse..."

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ars, innocenzo leontini, parlamento, raffaele lombardo, Politica
Onorevole Leontini,
partiamo dalla mozione di sfiducia alla Camera. Berlusconi ne esce sicuramente rafforzato, ma crede che si andrà comunque alle urne a breve?
“L'evidenza è che Berlusconi ha vinto e gli avversari sono stati sconfitti. Il dato nuovo è che oltre la stragrande vittoria popolare, questa volta il premier porta a casa una vittoria politica di partiti e soggetti con coscienza e responsabilità che gli hanno confermato la fiducia, mentre i professionisti della politica sono rimasti a bocca asciutta. Cosa succederà adesso? Essendo Berlusconi il più realista tra i leader di questo Paese, si andrà alla crisi pilotata, verso un Berlusconi bis sostenuto da una maggioranza allargata. Se Casini confermasse il suo 'no' si andrà avanti nell'azione di governo, nel rispetto della volontà di Napolitano, che vede negativamente l'anticipazione della consultazione elettorale”.

Se, invece, Casini dovesse optare per l'ingresso al governo, cosa gli chiederebbe il Pdl in Sicilia?
“Di dimostrare coerenza politica tra la posizione romana e quella siciliana. E Lombardo perderebbe altri pezzi”.

Passiamo alla mozione di sfiducia all'Ars. Perché presentarla pur non avendo i numeri? Contate di 'pescare' voti tra gli scontenti del Pd?
“Il nostro obiettivo non è quantitativo, ma qualitativo, quindi politico. Dopo la nascita del Lombardo quater le evidenze sono diventate macroscopiche. Questo è un governo che riforme non ne riesce a varare, un governo che non ha competenze tecniche, ma che al contrario si compone di soggetti politici, seppur esterni”.

Ma non era un governo tecnico?
“Non se i cosiddetti tecnici sono addetti a rubriche differenti dalle loro competenze tecniche. La dimostrazione che si tratta di un governo politico e non tecnico è data proprio dall'aumento costante del numero delle consulenze. Ricordo inoltre a chiunque volesse candidarsi a consulente della Regione, che il requisito minimo per l'accesso è essere un trombato dell'Mpa”.

Ieri sera lei ha denunciato alcuni ammanchi in finanziaria. A cosa si riferisce e a quanto ammontano?
"La Regione aveva stanziato nella scorsa finanziaria 30 milioni di euro per l'agricoltura. Di questi ne sono stati effettivamente erogati 10 milioni, il resto è stato destinato ad altri capitoli strada facendo. Per approvare il consuntivo, circa 20 giorni fa, ci siamo resi conto che mancavano all'appello 200 milioni di euro. Si trattava di fondi che nel bilancio di previsione erano stati inseriti alla voce 'vendita immobili', insomma una sorta di capitolo civetta per far quadrare i conti. Dal momento che la previsione d'entrata non si è avverata, è stato necessario rimodulare tutto. Tanto per capirci, era dal 2008 che la Regione non approvava i bilanci consuntivi, senza i quali non è possibile avere accesso ai mutui. Giusto per intenderci, dei 400 milioni di euro promessi per Termini Imerese, non è stato stanziato neanche un centesimo. È una Regione bloccata. Lo scorso bilancio è stato approvato, dopo 4 mesi di esercizio provvisorio, il 30 aprile e pubblicato in Gazzetta il 14 maggio. Lo scorso 12 ottobre Lombardo ha decretato il blocco della spesa. Siamo una Regione che respira 4 mesi l'anno e annaspa per il resto del tempo. E anche quest'anno si sta facendo di tutto per andare all'esercizio provvisorio”.

A proposito di paralisi, le elezioni anticipate non rischierebbero di bloccare ulteriormente tutto?
“Assolutamente no, al contrario sbloccherebbero le cose. È Lombardo a bloccare tutto. Siamo in una situazione da Repubblica sudamericana”.

Usciamo dalle questioni istituzionali e parliamo di questioni partitiche. Tra Pdl e Micciché è pace fatta. Vi convince il suo nuovo progetto politico?
“Personalmente ho preso atto positivamente dell'alleanza con Forza del Sud. Non mi trova particolarmente favorevole il progetto del partito a vocazione territoriale. Per poter rendere un partito del Sud efficace è necessario fare prima le riforme, non il contrario. Io credo che ci voglia più sud nel partito e nel governo, non più partiti al Sud. Si rischia di relegare la questione meridionale a un partito, come se fosse prerogativa di una parte politica, mentre la questione meridionale non può avere oppositori”.

Quando è nato Forza del Sud, Miccichè ha raccontato di essersi visto scavalcare da Bossi, al tavolo con Berlusconi, proprio perché Bossi aveva un partito alle spalle e lui no. Questo aneddoto non conferma la tesi di Lombardo, che ha rotto con Berlusconi per la poca attenzione riservata dal governo alla Sicilia?
“Forse vado in controtendenza con quella che è la linea del mio partito, ma credo che la riforma del sistema elettorale porterebbe il popolo ad avere i propri rappresentanti, con una forte voce in capitolo. A quel punto non occorrerebbero ulteriori frammentazioni partitiche che rischiano di indebolire piuttosto che rafforzare”.

Il Pdl è pentito di avere candidato Cammarata?
“No, ci sono delle evidenze che si sono verificate, delle difficoltà ereditate”.

Cammarata è al secondo mandato, le difficoltà potrebbe averle ereditate da se stesso. C'è un imbarazzo nel Pdl, a cominciare dal fatto che Vizzini tende a non ricordare di essere stato assessore di Cammarata.
“Noi la guardiamo in positivo, Cammarata è al secondo mandato e non si può ricandidare, dunque guardiamo al futuro”.

Innocenzo Leontini potrebbe mai fare pace con Raffaele Lombardo?
“Dal punto di vista politico, guardando alla somma delle delusioni che il sottoscritto ha provato, non vedo spiragli all'orizzonte”.

Quindi mai più con Lombardo?
“Mai più con Lombardo in questa fase, poi se Lombardo volesse convertirsi alla nostra posizione... vede, se Lombardo, piuttosto che cercare spazi da occupare avesse pensato alle strategie politiche... lui ieri ha avuto la possibilità di votare la fiducia coi suoi cinque rappresentati. Se Berlusconi avesse potuto contare su quei voti, lui sarebbe passato per l'eroe che salva il governo. E avrebbe messo in difficoltà il nostro ruolo di opposizione in Sicilia”.


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