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L'identikit dei giovani
secondo la Banca Don Rizzo

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Il futuro li preoccupa e hanno paura di crescere. Si immaginano adulti fra mille problemi e difficoltà. E finiscono per avere una visione preoccupante e preoccupata della giovinezza che diventa una parentesi spensierata della vita destinata a chiudersi presto. E' questo l'identikit dei giovani tracciato da una ricerca realizzata dalla Banca di Credito Cooperativo Don Rizzo presentata durante una conferenza stampa in sinergia con l'Università e Confindustria Sicilia, e che “mostra il malessere degli adolescenti”. E' ciò che dichiara il Presidente della Banca Don Rizzo, Giuseppe Mistretta, che afferma “la volontà della Banca Don Rizzo a portare avanti iniziative propedeutiche ed efficaci a supporto dei giovani. Tant'è che la Banca sta già investendo in questo universo varando diverse misure economiche e bancarie volte a facilitare le attività imprenditoriali giovanili. Per tale ragione verranno organizzate direttamente nelle scuole, a partire dall'inizio del prossimo anno, delle tavole rotonde per presentare il report e preparare i ragazzi al mondo del lavoro sia dal punto di vista economico che culturale. L'incontro di oggi rappresenta infatti solo un inizio a beneficio dei giovani e del loro futuro”. E' della stessa opinione il Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che constata il “poco ottimismo da parte dei giovani siciliani verso il futuro, restando in tal modo ancorati al passato, grazie ad una battaglia culturale si potrebbe creare impresa con regole e tecniche innovative. Unire futuro e sogno per un possibile cambiamento e diventare giovani protagonisti di se stessi”. Anche Antonio Purpura, presente in rappresentanza del Rettorato, spiega come “l'Università vuole formare i giovani anche attraverso la ricerca per creare innovazione ed impresa”. Il campione degli intervistati del report è composto da 1022 ragazzi e ragazze del territorio palermitano e trapanese, di età compresa tra 17 e 20 anni.

Premessa dell'indagine infatti è analizzare la vita dei giovani siciliani e il loro rapporto con il mondo del denaro. Obiettivo: individuare le caratteristiche principali, nonché i bisogni inconsci e rilevanti per progettare prodotti e servizi vicini alle loro necessità e scoprire in che modo essere un partner vicino ai giovani, aiutandoli a superare le barriere psicologiche e culturali che ne condizionano un sano sviluppo.

Sembra che i giovani parlino per voce degli adulti, che ne abbiano ereditato la visione pessimista. Non a caso, sognano un lavoro stabile. Sono ben lontani dalla spinta a progettare un futuro diverso tipico dell'esuberanza adolescenziale. Una situazione che condiziona anche il rapporto con il denaro. Se da un lato i giovani vedono in esso un importante mezzo per vivere bene ed avere un posto nella società, dall'altro, il denaro sembra accessibile solo ai fortunati e ai corrotti, e dunque slegato dalle capacità del singolo di guadagnarselo.

I giovani invocano trasparenza e informazione nel rapporto con le banche. Descrivono gli istituti di credito come soggetti utili per l'accesso al denaro ma aggiungono tre aggettivi: lontani, freddi e incomprensibili. “Umane” sono, invece, le Banche di Credito Cooperativo. Ed infatti sono quelle che piacciono di più ai giovani perché capaci di rispondere al bisogno di affiliazione e di formazione emerso a gran voce nelle risposte dei ragazzi. E per essere rilevanti nella vita dei giovani è importante partire da loro, dai giovani già presenti nel gruppo (dipendenti, soci), perché è indispensabile ‘essere giovani e non fare i giovani'.

Rosanna Minafò


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