Live Sicilia

L'intervento

"Orgoglioso di Lucia
Disgustato dalla viltà"


, Cronaca
Cari HoPauraScappoalNord, Voltaire e similari, nulla mi aveva indignato sino ad oggi, nemmeno il venire a sapere che, forse, uno o più rappresentanti delle nostre istituzioni avrebbe presenziato al confezionamento dell’autobomba destinata a dilaniare il corpo di mio padre e dei suoi cinque angeli custodi, come leggere i vostri “disgustosi” commenti all’indiscrezione secondo cui mia sorella sarebbe prossima alla nomina di Dirigente generale dell’Assessorato alla Sanità.
Credo che Roberto Puglisi, della cui amicizia mi onoro, vi abbia già risposto come meglio ciascun componente della mia famiglia non avrebbe potuto fare.
Malgrado tuttavia mi stiano tremando le mani mentre sto scrivendo e vorrei mettermi a piangere ma mi sforzo di non farlo perchè è mio padre che vuole, esige, che io in questo momento mantenga tutta la mia lucidità, voglio che sappiate solo una cosa, che mia sorella, Lucia Borsellino, la stessa che il giorno dopo la morte di suo padre si presentò innanzi un’incredula commissione esaminatrice per sostenere uno dei suoi ultimi esami universitari, è la persona in famiglia di cui andiamo più orgogliosi, che in silenzio, da quasi diciotto anni, “getta il sangue” per quelle Istituzioni che in un modo o nell’altro hanno contribuito alla morte del padre, prima come ispettrice farmaceutica, poi come direttiva, poi ancora come responsabile del prontuario farmaceutico regionale, infine come dirigente dell’Ufficio speciale per l’integrazione socio sanitaria, senza avere speculato o approfittato mai, dico mai, del cognome che porta.

Siete dei vigliacchi, perchè l’amore che dite di provare per mio padre non vi ha neppure consigliato – prima di vomitare quei commenti – di informarvi sulla reale identità di Lucia Borsellino, su chi è davvero la d.ssa Lucia Borsellino, che percorso professionale ha fatto, quali possano essere stati i suoi meriti o demeriti.
Sì, forse avete ragione, mia sorella dopo tutto gode di un magro ma sufficente assegno vitalizio per sfamare le sue due figlie, chi glielo fa fare di trascorrere anche 10 ore in ufficio, di credere che questa società, e dico società, di “merda”, può cambiare, deve cambiare anche grazie al suo piccolo contributo. Sì, cara Lucia, dolcissima sorella mia, forse a causa di ciò che ho letto oggi sul tuo conto anche tu devi iniziare ad avere paura, a scappare al Nord.


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