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Lettere al direttore

"L'impegno di Unicredit
a favore degli ultimi"

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Caro Francesco,

Come un po’ tutte le mattine stamani abbiamo dato uno sguardo al tuo sito per leggiucchiare qualcosa “fuori” dai soliti circuiti e, con un po’ di sorpresa, abbiamo letto qualche commento sfavorevole (solo qualcuno fra tanti, fortunatamente) sull’apertura di un conto corrente presso UniCredit per la raccolta di fondi a favore della comunità di Biagio Conte a seguito della sua “disavventura” con la tassa dei rifiuti dovuta dalla Missione Speranza e Carità. Ti diciamo anche che, in genere, noi di UniCredit che ci occupiamo di stampa non replichiamo ai commenti dei blog, e ciò per evidenti motivi (non potremmo mai seguire tutti i dibattiti che si sviluppano su internet), ma questa volta è stato più forte di noi perché veniamo accusati di perseguire obiettivi e interessi non molto trasparenti.

È quindi l’occasione per dirti che diverse volte la nostra banca è intervenuta qui in Sicilia a favore degli “ultimi” o di chi è stato colpito da una tragedia, ma abbiamo sempre evitato di farne pubblicità perché sappiamo che non è corretto, e neppure molto elegante (se vogliamo dirla fino in fondo), donare a chi ha bisogno e poi dire di aver donato. In poche occasioni ne abbiamo fatto pubblicità. Come quando ad esempio abbiamo donato 100 mila euro agli alluvionati di Messina (oltre alla somma raccolta fra i nostri clienti) in quanto avevamo necessità di distribuire gli assegni pro quota a ciascuna delle famiglie degli scomparsi. Ma siamo intervenuti anche a favore delle famiglie dei lavoratori morti a Mineo, e così pure con la stessa Comunità di Biagio Conte.

Poi ci sono le occasioni in cui ci limitiamo ad aprire dei conti correnti per aiutare chi deve raccogliere fondi (come in quest’ultimo caso legato all’iniziativa del sito www.livesicilia.it) ma nessuno crederà certo che una banca possa arricchirsi aprendo un conto corrente, a costo zero, mettendo a disposizione i propri sportelli e le persone che vi lavorano. Ci sembrano delle polemiche un po’ fuori posto rispetto ai temi, ben più gravi, dei nostri giorni.

Con questo non vogliamo certo alimentare polemiche ma solo sperare che ogni tanto si possa pensare che le azioni seguano un percorso semplice e lineare e che non vi siano sempre doppie intenzioni e astruse dietrologie da decifrare.

Un abbraccio e complimenti per le tue iniziative editoriali.

Roberto Vitellaro e Mario Onufrio-Ufficio stampa


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