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L'assessore Armao

"Finanziaria di rigore
ma che guarda allo sviluppo"

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bilancio, finanziaria, gaetano armao, regione sicilia, Politica
"Quella che l'Ars si appresta ad esaminare è una finanziaria di rigore nella quale si riservano rilevanti risorse per sostenere lo sviluppo economico e la crescita. Altrimenti non vi saranno prospettive per l'economia siciliana, stante il perdurare della crisi internazionale". Così l'assessore regionale dell'Economia, Gaetano Armao, all'apertura del tavolo tecnico convocato con le parti sociali, per affrontare con regolarità i temi dello sviluppo della Regione. "Piano per il sud e federalismo fiscale - ha detto Armao, introducendo i lavori - sono i temi più importanti sui quali giovedì mattina a Roma discuteremo nella conferenza Stato-Regioni. L'ultima riunione ha visto una netta contrapposizione con il governo nazionale che, per quanto riguarda le regioni a statuto speciale, ai pesanti tagli già applicati, compresi quelli sul Fas (per la Sicilia oltre 400 milioni, che quasi equivalgono a quelli complessivamente praticati su tutte le Regioni del Centronord), aggiunge l'illegittima diretta applicazione dei costi standard. Mentre gli statuti regionali, e la stessa legge sul federalismo, impongono che si proceda attraverso le norme di attuazione". "Quel che sospettavamo - ha aggiunto Armao - si è manifestato, il governo vuole applicare alle regioni del sud un federalismo insostenibile. Lunedì presenteremo le nostre rivendicazioni". L'assessore ha poi ribadito le proprie preoccupazioni per il Piano per il sud che, se applicato così come è stato presentato, "risulta privo, al di là di qualche idea progettuale, di concreti contenuti, toglie risorse al sud anziché aggiungerle, introduce a carico dei fondi per lo sviluppo economico il finanziamento di altre politiche, come la modernizzazione del sistema giustizia, che avrebbero potuto essere finanziate con i fondi confiscati alla mafia e che, invece,sono stati dirottati verso altri lidi, con buona pace dei siciliani che, a questo punto, risultano vessati due volte: dalla mafia prima e dallo Stato poi".


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