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Sicilia sul piede di guerra

Federalismo, niente intesa
Verso lo scontro Stato-Regioni


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Si esaspera lo scontro tra regioni e Stato nella partita sul federalismo. La Regione è intenzionata a far saltare il tavolo se il governo nazionale non recederà. Oggi, infatti,
l'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao ha incassato il no dei tecnici del governo alle proposte avanzate dalla Sicilia, fatte proprie da tutte le regioni a statuto speciale e avallate dalle altre regioni.

In particolare, si chiedeva che le regioni a statuto speciale rimanessero fuori dal decreto legislativo sul federalismo e che le rispettive posizioni fossero demandate alla commissione paritetica tra Stato e regioni. Richieste che al momento non vengono accolte. Una delle conseguenze sarebbe l'applicazione tout court dei costi standard della Sanità alla Sicilia, una mossa che secondo il governo regionale avrebbe conseguenze nefande per la sanità siciliana.

L'ultima speranza viene riposta nell'incontro con il ministro Roberto Calderoli: “Ci auguriamo che superi politicamente il no dei tecnici, altrimenti la Regione non sarà disponibile ad andare avanti sul fronte del federalismo fiscale”, commenta Armao. Insomma, c'è aria di scontro istituzionale in vista, con una guerra di impugnazioni e ricorsi.

Una guerra che rischia di incattivirsi per il clima da campagna elettorale che impera a Roma e che vede la Lega Nord intenzionata a fare la voce grossa con le regioni del Sud. Un assaggio, utto interno alla conferenza delle regioni, si sarebbe avuto oggi quando alcune regioni settentrionali hanno dato la loro indisponibilità a smaltire i rifiuti campani.


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