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I pedaggi nelle casse di Roma

Le autostrade tornano allo Stato


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Uno "scippo" lo definiscono a palazzo D'Orleans, fatto sta che dopo 40 anni le autostrade siciliane tornano in mano all'Anas. La disposizione era contenuto in un decreto del luglio scorso ma la concessione alla Regione è stata revocata da una disposizione firmata da Pietro Ciucci che è giunta all'ufficio messinese del Consorzio autostrade siciliane. La notizia è stata diffusa dall'edizione palermitana di Repubblica e promette di essere nuovo terreno di scontro sull'asse Roma-Palermo. Un danno per la Regione da 85 milioni di euro: tanto l'importo complessivo degli incassi dai pedaggi delle autostrade siciliane.

Tornano dunque allo Stato la Palermo-Messina, la Palermo-Catania e la Siracusa-Gela in costruzione da ormai molti anni. I motivi dell'avocazione dello Stato? Inefficienza, cattiva manutenzione delle strade, ritardi nell'apertura al traffico di nuovi lotti, troppi dipendenti.

Perplesso il commissario straordinario del Cas, Rino Beringhelli, perché l'Anas ha lasciato, in via temporanea, al consorzio la gestione dell'ordinaria amministrazione: gestione tecnica delle arterie,  manutenzione, interventi di messa in sicurezza e soccorso stradale. "Onestamente quest'atto crea confusione - dice Beringhelli a Repubblica - occorrono chiarimenti su cosa dobbiamo continuare a fare noi e cosa spetta all'Anas" e preannuncia l'interruzione dei lavori sulla Ragusa-Gela, per la bretella Pachino-Noto.

Uno "scippo", dicevamo, secondo palazzo D'Orleans e il Cas, che hanno già annunciato l'opposizione alla decisione del ministero della Infrastrutture e Anas, e una beffa per gli automobilisti siciliani: le tariffe dei pedaggi adesso potrebbero lievitare in linea con gli aumenti già stabiliti a livello nazionale. L'Anas chiede al Cas di accreditare, con effetto immediato, i pedaggi e tutti gli altri proventi dalla gestione delle autostrade siciliane.

L'Anas ha nominato un suo responsabile, Roberto Mastrangelo, che dovrà gestire il delicato passaggio di competenze. E il personale, 450 unità, che si interroga sul suo futuro. "Non credo che il personale debba stare in apprensione - conclude Beringheli - immagino che, non in tempi brevissimi, potrebbero transitare in un nuovo soggetto chiamato a gestire le autostrade siciliane".

“L’azione del governo nazionale penalizza fortemente le infrastrutture siciliane e il futuro dei lavoratori dei tratti autostradali”. A dirlo è il deputato regionale Giovanni Greco in merito alla notifica al Consorzio per le autostrade siciliane del provvedimento di decadenza della concessione. “Il governo nazionale oltre ai fondi Fas, destinati agli investimenti per lo sviluppo della regione, vuole privarci del consorzio autostrade al momento impegnato nell’ammodernamento di importanti tratti di collegamento. Invito il governatore Lombardo – conclude il parlamentare – ad intervenire nell’immediato per salvaguardare non solo le sorti delle nostre autostrade ma anche il destino di tanti lavoratori”.


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