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Intervista al co-coordinatore del Pdl

Castiglione: "Mai più con Lombardo"


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“Hic manebimus optime. Noi non siamo interessati a questo modo di governare”. Giuseppe Castiglione, co-coordinatore regionale del Pdl, tra i leader dell'ala “lealista”, chiude le porte a ogni ipotesi di ricucitura della vecchia maggioranza di centrodestra andata in brandelli nei mesi scorsi. Un'ipotesi che campeggiava ieri sul blog di Gianfranco Miccichè (ma il sottosegretario in seguito ha preso le distanze dal post, scritto da suoi collaboratori) dove si parlava di ritorno alla vecchia Casa delle libertà a sostegno del governatore. Una proposta che non convince Castiglione: troppo profondo il solco scavato in questo anno tra i “lealisti” e Lombardo per tornare a lavorare insieme.

Onorevole Castiglione, la convince l'idea di un ritorno alla maggioranza che ha vinto le ultime regionali a sostegno del governo di Raffaele Lombardo?
“Il conduttore ha dimostrato di non avere a cuore il futuro della Sicilia. In parole povere, ha dimostrato di non sapere governare. Non siamo interessati”.

E allora chiedete di andare al voto?
“Noi valutiamo con grande apprensione il collasso finanziario della Regione. La nostra idea è di agire in due direzioni. La prima è quella di ridurre drasticamente la spesa corrente, mentre invece il governo si muove in senso opposto, immettendo nuovo personale nelle società partecipate. La seconda è il rilancio degli investimenti, ci sono 20 miliardi di euro da spendere tra Fesr e altre misure. Se si presenta una manovra nei primi di settembre con queste caratteristiche, siamo pronti a collaborare in Parlamento”.

E poi al voto?
“Poi al voto. Oppure, se c'è una coalizione, si faccia un governo con una maggioranza politica. Senza di noi, è chiaro. Noi già lavoriamo alle prossime elezioni, che siano tra due o tre anni non importa”.

Insieme ai ribelli di Miccichè?
“Non ci possono essere due Pdl, a Palermo come a Roma, questo è certo. Penso che Berluconi risolverà la questione. Noi riteniamo strategica l'alleanza con l'Udc e con la destra di Storace. A queste tre liste se ne potrà aggiungere una quarta, una lista civica in cui confluiranno i tanti delusi dell'Mpa che non vogliono finire a sinistra e i cattolici a cui il Pd va sempre più stretto”.

Non ha nominato i finiani...
“Sono tra quelli che non considerano uno scandalo se i finiani si fanno il proprio partito. In quel caso noi avremmo il dovere di tentare un'interlocuzione. Poi si vedrà”.


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