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Pdl spaccato

Tutti fermi, aspettando Fini

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berlusconi, fini, lombardo, pdl, Politica
Bocche cucite, tra i defenestrati finiani in casa Pdl. A Roma come a Palermo il messaggio è chiaro: si attende la conferenza stampa del presidente della Camera, fissata per questo pomeriggio alle 15. Sarà Fini, intanto a rispondere al premier. Poi si penserà al resto.
E tra i nodi più spinosi che i finiani si troveranno a dover affrontare nelle prossime ore, spicca sicuramente il 'caso' siciliano. Il partito nell'Isola, infatti, ha subito una spaccatura differente dal resto d'Italia. Così, nel giorno in cui muore il progetto politico iniziale del Popolo delle Libertà, schiacciato dal peso di quella questione morale diventata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, guardando alla Sicilia bisognerà fare i conti con quell'alleanza di governo che mette insieme proprio le due fazioni belligeranti in casa Pdl. Non bisogna infatti dimenticare che il primo alleato del governo Lombardo si chiama Pdl Sicilia, che è il 'luogo' politico in cui i miccicheiani che fanno capo a Dell'Utri sono seduti alla stessa tavola in cui hanno preso posto i finiani capitanati da Granata. È così che, per l'ennesima volta, gli equilibri precari su cui si regge la maggioranza di Raffaele Lombardo potrebbero tornare a vacillare.

“È un po' presto per avanzare ipotesi su quello che potrebbe succedere – dice
Livio Marrocco, deputato in quota Fini all'Ars – Oggi bisogna prendere atto del fatto che abbiamo creduto in un progetto giusto, ma che ha avuto il limite di non essersi mai realizzato”. “Micciché deve decidere da che parte stare – aggiunge Mauro La Mantia, di Giovane Italia – di certo, la destra non può esimersi dal guardare alla questione morale”.


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