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Ieri a Villa Filippina

"In Sicilia si può cambiare"

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Rita Borsellino



L’istituzione di una commissione parlamentare antimafia a livello europeo e la vigilanza sul sistema bancario, “perché il libero mercato senza regole rende facile il trasferimento dei capitali illegali”. Sono le proposte lanciate dal capogruppo dell’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento europeo, Martin Schulz, durante il dibattito “Non è finito tutto”, che si è tenuto ieri sera a Villa Filippina, a Palermo, in memoria di Paolo Borsellino. Il dibattito, organizzato dalle associazioni Itaca e Un’altra storia, ha visto la partecipazione dell’europarlamentare Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso in via D’Amelio, dei procuratori aggiunti presso la Procura di Palermo Antonio Ingroia e Vittorio Teresi, del coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra ecologia e libertà Claudio Fava e del segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo.
“In Italia la democrazia è a rischio”. Schulz, che nel 2003 fu attaccato all’Europarlamento da Silvio Berlusconi (“In Italia stanno preparando un film, la proporrò per il ruolo di kapò”, disse il premier all’europarlamentare tedesco), ha lanciato per l’Italia l’allarme democratico: “Non vorrei – ha detto – che si avverasse quanto ha previsto Claudio Magris, e cioè che l’Italia sia un’avanguardia oggi come lo è stata negli anni Venti. Un’avanguardia seguita da altri paesi europei”. L’europarlamentare ha anche accennato alla trattativa e all’inchiesta sulla cosiddetta “P3”: “In Germania – ha affermato – un governo travolto da una trattativa con organizzazioni criminali non potrebbe più rialzarsi. Se Angela Merkel finisse sotto processo e dicesse di essere vittima di una congiura comunista tutti chiamerebbero l’ambulanza”.
Duro l’attacco di Fava e Teresi all’ala “trattativista” del Pd. “Vedere che in Sicilia si tenti di fare un governo con un presidente accusato di rapporti con la mafia, con il partito di un ex presidente condannato per favoreggiamento e oggi di nuovo sotto processo per concorso esterno e con un senatore condannato a sette anni per lo stesso motivo mi lascia esterrefatto”, ha detto l’esponente di Sel. E se il segretario del Partito democratico ha risposto che “lo sforzo del Pd è fare confluire le forze sane della società civile nelle istituzioni”, a stretto giro di posta gli è arrivata la risposta del procuratore aggiunto Teresi. “Il senatore Dell’Utri – ha attaccato – non è un corpo estraneo alle istituzioni: è un pezzo del potere legislativo. Non si può sostenere che ci siano i buoni contro i cattivi”.
Rita Borsellino, invece, ha rivendicato il risultato delle Regionali. “Quello – ha affermato l’eurodeputata – è stato per me un risultato molto più importante di quello ottenuto alle Europee. Ha dimostrato che la Sicilia si può cambiare”. La candidatura alle Europee, ha aggiunto, è stata solo una conseguenza. “Lo volevano i ragazzi che hanno lavorato con me e non potevo deluderli”, ha continuato annunciando la presentazione di un disegno di legge europeo per l’uso sociale dei beni confiscati. Ingroia, infine, si è soffermato sul “ritrovamento della memoria” da parte dei protagonisti del 1992: “Non mi interessa fare dietrologie – ha commentato – e quindi non mi interessa sapere perché si incomincia a parlare solo adesso. Quel che stiamo acquisendo è un risultato molto importante nelle indagini su Cosa nostra”.


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