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L'ironia di Cracolici: "Adesso valuteremo"

"Miccichè e Lombardo sposi?
Auguri e figli maschi..."

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antonello cracolici. pd, micciché, raffaele lombardo, Politica
Onorevole Cracolici, buongiorno. Stanotte ha dormito bene?
“Certo. A parte che sapevo già, almeno dall'altro ieri, dell'incontro con Micciché e Lupo. E comunque ho dormito benissimo. Lombardo ha detto tramite il suo blog che avanza un'ipotesi di governo di legislatura, con la garanzia di future alleanze politiche. Sappiamo già che Micciché ha detto “va bene” al governo , ma ha anche evidenziato di non poter sottoscrivere un patto elettorale col Pd. Io non ho ancora sentito Lupo, ma credo e spero che abbia dato la stessa risposta. Vedremo cosa deciderà Lombardo, intanto io ho dormito serenissimo. Ho avuto soltanto qualche fastidio legato al caldo, ma per quello ci sono i climatizzatori”.

Intanto dell'incontro tra Lombardo e Micciché si sa che ha avuto quasi il sapore di un matrimonio, pare che vogliano costruire il loro futuro insieme. Che ne pensa?
“Se è così, non possiamo che dirgli tanti auguri e figli maschi. No, a parte le battute, io credo che si stia semplicemente consumando una delle pagine del teatrino della politica siciliana, una politica vissuta tra le pagine dei giornali e i comunicati stampa, ma che di fondo non ha una sua programmaticità. Mi pare il gioco della torre, oggi butto questo, domani quell'altro. È chiaro che in questo clima il Pd che ha sostenuto in Aula le riforme oggi non è più disposto a continuare quella strada. Io questo film, in queste condizioni, l'ho chiuso”.

Da gennaio ad oggi, da quando cioè avete sostenuto le riforme del governo in Aula, quali sono stati a suo avviso gli errori commessi dal Pd?
“Da gennaio ad oggi abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Noi non abbiamo soltanto votato, abbiamo proposto e le nostre proposte sono diventate atti concreti. Per quanto mi riguarda, non solo non rinnego quel percorso, ma ancora oggi mi ritengo soddisfatto dei risultati portati a casa”.

L'Udc che ieri sembrava morto oggi è il partito più corteggiato. Cosa sceglierà lo scudocrociato tra i progressisti e il fascino del potere?
“Questo bisogna chiederlo all'Udc, ma è pur vero che adesso bisogna capire cosa farà Lombardo. Adesso tocca a lui, ed è una cosa che abbiamo detto più volte, avanzare una proposta. In base a quello il Pd valuterà il da farsi. Se la proposta sarà un governo politico, il Pd valuterà, a partire dalla condizione sine qua non che abbiamo posto: noi siamo alternativi a Berlusconi e possiamo allearci soltanto con chi si pone alternativamente rispetto a lui. Se invece Lombardo vorrà andare avanti con la maggioranza d'Aula, allora al governo non dovranno esserci esponenti politici che creino imbarazzo a chi in Aula sostiene il governo”.

Quindi o governo politico ed entrate in giunta o governo tecnico e lo sostenete dall'esterno. Ma secondo lei al Pd sarebbe servito più coraggio per entrare in giunta?
“Certo, il coraggio è una dote che occorre per governare la Sicilia in questo momento di crisi, ma io non parlerei di coraggio. Il Pd ha percorso una strada e questa strada è assolutamente incompatibile con gli assetti sia nazionali che cittadini. Noi siamo alternativi sia a Berlusconi che a Cammarata. Possiamo andare avanti col sostegno in Aula a un governo di tecnici, fermo restando che deve trattarsi di un governo che non crei imbarazzo alle forze che lo sostengono. Noi possiamo cercare accordi politici con chi si allea con noi e non con Berlusconi”.

Ieri la Puglia, oggi è la Sicilia il nuovo laboratorio politico dei futuri assetti nazionali?
“Vede, secondo me i siciliani oscillano spesso tra la megalomania e la presunzione. L'ho detto con una battuta, ma in realtà qui un laboratorio politico c'è stato davvero. Negli ultimi mesi in Sicilia abbiamo assistito alla crisi del più grande centrodestra d'Italia. La crisi siciliana è stata la prima e forse la più virulenta. E rivendico con orgoglio che c'è stato un Partito Democratico che ha avuto la forza di acuire quella crisi e quelle spaccature. In questi mesi siamo stati accusati di consociativismo, ma il consociativismo si fa di nascosto. Noi non solo abbiamo ottenuto risultati operando alla luce del sole, ma abbiamo contribuito a spaccare il centrodestra. Lo dico ai compagni dell'Idv, o di Sinistra e Libertà. Ragionino e non si chiudano in una mera attività di propaganda, ma capiscano che se vogliono costruire prospettive politiche è necessario allargare le alleanze”.

Ma se davvero oggi Lombardo costruisce con Micciché, il Pd che farà? Continuerete a sostenere il governo o tornerete opposizione?
“Vede, sarebbe in fondo la soluzione più semplice, tornare a fare opposizione e portando a casa diversi risultati già ottenuti. Noi valuteremo a partire dalla proposta di Lombardo. Una cosa è certa: io non considero il Dellutrismo meno grave del Berlusconismo. E non mi riferisco soltanto alle vicende giudiziarie, ai rapporti tra Stato e mafia. Parlo anche del Dellutrismo che si occupa di eolico, di rifiuti, che assume sempre più una dimensione di cricca. Io con questa gente non ci voglio avere niente a che fare”.


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