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Polemiche ad Alcamo

Annullato il concerto di rock duro
Gli organizzatori: "Colpa della chiesa"

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alcamo, chiesa, festival, rock duro, Cronaca
Divampano le polemiche sull'annullamento del festival della musica metal "Sikelian Hell", tre giorni di rock duro che si sarebbero dovuti svolgere allo stadio comunale Catella di Alcamo. Secondo gli organizzatori dell'evento tutto sarebbe andato a monte perché "per la chiesa locale la manifestazione è satanica e l'amministrazione ha deciso di annullare il megaconcerto" cui avrebbero dovuto partecipare 27 band provenienti da tutta Italia, ma anche da Regno Unito e Olanda. Una manifestazione promossa anche nel web su un sito dove si spiega che la partecipazione costava 20 euro per una sola giornata e 50 euro per i tre giorni. Se si voleva pernottare in camping bisognava aggiungere altre 20 euro. "Al Comune ci hanno detto - spiega Manfredi Pelletteri, uno degli organizzatori - che la chiesa li ha minacciati di organizzare una manifestazione nei giorni dell'evento che avrebbe creato disordini. Sappiamo anche che ci sarebbe stata una raccolta di firme contro il concerto. A questo punto l'amministrazione ha scelto di non darci più la concessione per lo stadio". Il Comune però nega di avere dato autorizzazioni o di aver ceduto alle presunte pressioni della chiesa. "Non c'é stata nessuna revoca perché non c'é stato alcun permesso - dice il sindaco Giacomo Scala - Non abbiamo concesso l'uso dello stadio, c'é stata solo un'interlocuzione preliminare. Abbiamo parlato anche con il vescovo che era contrario, ma non prendiamo decisioni in base a quello che pensa la chiesa. L'evento era troppo grande per la struttura, tutto qui". Gli organizzatori sostengono di aver avuto l'ok sia dalla prefettura che dalla commissione provinciale di vigilanza. "Per venire incontro alle richieste del Comune, nei giorni scorsi - prosegue - era stata depennata dalla scaletta del festival la band 'Necrodeath' per il contenuto dei brani reputato anticristiano. L'amministrazione comunale ci ha lasciati da soli a pochi giorni dall'evento, nonostante ci avesse autorizzato all'utilizzo dell'impianto e ci avesse dato il patrocinio". Per Officine festival, l'agenzia di organizzazione eventi che si era occupata della manifestazione "c'é un danno da 150 mila euro. L'agenzia si deve sobbarcare tutti gli oneri: contratti stipulati con le band, voli, impianto audio e luci, messa in sicurezza. Sono oltre 50 le persone coinvolte nel festival e al nostro danno economico si somma quello dell'indotto turistico del comune di Alcamo".


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