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La Corte dei conti: Provincia a rischio

Avanti fino al crack


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Si continua a tirare la cinghia alla Provincia regionale di Palermo. Come se non bastassero i tagli dettati dalla Finanziaria del ministro Tremonti, che peserà sulle casse provinciali per 16 milioni di euro nel 2011 e 26 milioni nel 2012, anche la Corte dei Conti incupisce il sonno del presidente Giovanni Avanti, notificando questa volta un allarme di dissesto economico.

La Corte parla di “anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio”. In soldoni, attenti, perché la manovra finanziaria approvata dalla Provincia di Palermo presenta alcune anomalie che ne potrebbero causare il disequilibrio di bilancio. In una nota inviata al presidente della Provincia e al presidente del Consiglio provinciale lo scorso 21 giugno, la Corte dei Conti avvisa l'ente dei rischi insiti in un bilancio che parrebbe non avere tutte le carte in regola. In particolare, la nota della Corte fa riferimento alla previsione sui residui attivi – sia relativi a contributi che erogati dallo Stato – risalenti al 2000 e agli anni precedenti che ammonta ad oltre 97 milioni di euro. Una previsione da ritenere errata in eccesso secondo l'organismo. Inoltre c'è il potenziale ammanco di 40 milioni di euro legato al caso “Ibs-Forex”.

Ad aggravare ulteriormente la situazione, ci si mettono altri 18 milioni e 500 mila euro inseriti in Bilancio alla voce “altri servizi per conto terzi”. Secondo la nota, questa somma non risulta improntata al rispetto dei principi contabili e delle regole di correttezza contabile, con la conseguenza di aver consentito spese prive di copertura finanziaria. Ma la Corte dei Conti non è stata, evidentemente, l'unica ad accorgersi che qualcosa nelle tasche della Provincia non andava per il verso giusto. Così la giunta provinciale, qualche giorno prima della notifica della missiva da parte della Corte, aveva già provveduto ad approvare una delibera con la quale bloccava la spesa corrente per gli esercizi finanziari 2011 e 2012, al fine di salvaguardare – si legge nella delibera del 14 giugno – i futuri equilibri.

Ma intanto dalla Funzione Pubblica Cgil della Provincia fanno sapere che il divieto di ogni impegno di spesa impedisce di fatto la programmazione di ogni attività interna ed esterna all'amministrazione e che se si verificheranno problemi nella redazione dei futuri bilanci, come lo stesso sindacato prevede, le conseguenze per i dipendenti potrebbero essere gravissime.


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