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Corte dei conti, la provincia replica

"Nessun rischio crack, solo
contenimento della spesa"

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In merito all’articolo pubblicato sul sito livesicilia a firma Miriam Di Peri è necessario rettificare una serie di informazioni e innanzi tutto smentire qualsiasi allarme di un presunto dissesto finanziario imminente per la provincia e smentire altresì che questo allarme sia stato lanciato dalla Corte dei Conti.

Innanzi tutto il controllo della Corte dei Conti riguarda il consuntivo 2008 (e non la non meglio identificata “manovra finanziaria approvata dalla Provincia” indicata dalla Di Peri) e rientra nella normale attività di controllo della Corte sui rendiconti degli Enti. La Corte ha effettivamente chiesto chiarimenti su residui attivi, sul caso Ibs Forex e sulla voce di bilancio “altri servizi per conto terzi”. A questa richiesta la Direzione Contabilità Generale ha risposto con una dettagliata memoria della quale la Sezione della Corte dei Conti ha preso atto chiedendo solamente un ulteriore controllo sulla “corretta imputazione delle entrate e delle spese registrate tra i servizi in conto terzi”. La Ragioneria Generale ha provveduto a effettuare questo ulteriore attento controllo che ha evidenziato la regolarità delle procedure.

Come si legge nella conclusione della relazione del Ragioniere Generale: “si ritiene di potere confermare sia il rispetto dei limiti di spesa di personale, che dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno, come determinati in sede di approvazione del rendiconto, non ritenendo necessaria l’adozione di alcuna misura correttiva allo stesso”.

Per quanto riguarda la delibera di Giunta che blocca la spesa per gli esercizi finanziari 2011 e 2012, si tratta di una misura cautelativa e di buona amministrazione dovuta al fatto che non si conosce ancora l’entità dei tagli al bilancio dell’Ente decisi dal Governo Nazionale. Un provvedimento volto, dunque, a preservare la salute finanziaria dell’Ente e non dettato da allarmi e possibili dissesti. Un blocco della spesa, tra l’altro, dal quale, grazie ad una integrazione alla delibera, si può derogare per alcune fattispecie di spesa per la quale se ne ravvisi la necessità.

Sono inesistenti, insomma, queste “gravissime conseguenze” per i dipendenti che lascia immaginare la Funzione Pubblica Cgil che farebbe bene a leggere con più attenzione gli atti e non fuorviare i lavoratori. Nessun pericolo di crack finanziario per la Provincia, dunque, soltanto il compito che stiamo assolvendo, di contenere ancora di più la spesa secondo il principio del rigore nella gestione economica e finanziaria visti i pesanti tagli a Regioni, Province e Comuni sui quali si sono ampiamente espressi Conferenza delle Regioni, Unione Province Italiane, Unione Regionale Province Siciliane e Anci. In un momento di crisi economica generale, avvertiamo il dovere, come Pubblica Amministrazione, di dare un esempio di oculata gestione finanziaria.


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