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Leanza: posti a rischio

"Precari, pagina nera
La Sicilia ha perso"


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“Questa è una sconfitta per la Sicilia, una delle pagine più nere scritte dal Parlamento italiano nei confronti dei siciliani. Non si può fare pagare un prezzo così alto a 22.500 persone che non c’entrano nulla”. Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro, non usa mezzi termini nel dire cosa pensa dell’emendamento che avrebbe dovuto essere salva-precari contenuto nella Finanziaria targata Tremonti, così come ieri sera è uscito dalla commissione Bilancio del Senato. Nello stesso testo, infatti, prima si certifica che il dimezzamento delle spese per i contratti a termine non si applica alle Regioni a statuto speciale, e quindi anche alla Sicilia, poi si aggiunge che la proroga dei contratti è possibile solo per i Comuni che non sforano il tetto del 40 per cento delle spese correnti per il personale.

Assessore, in soldoni, quanti Comuni siciliani rispetterebbero questo parametro?
“Pochissimi. Solo i grandi Comuni, quelli che hanno meno precari. Così come stanno le cose non si risolve il problema di nessuno”.

Ovvero?
“È inutile. L’emendamento non risolve assolutamente i problemi del precariato siciliano”.

Una medaglia con due facce?
“Sì. Da un lato ci danno e dall’altro lato tolgono. Il governo nazionale non si smentisce, segue una linea ormai storica”.

Cosa invece vi sareste aspettati da Berlusconi e Tremonti?
“Quello che era stato concordato col governo. Ovvero, nella peggiore delle ipotesi, di darci la deroga al patto di stabilità e poi di consentire alla Regione siciliana, con l’impegno di metterci tutti i soldi noi, di fare una legge nostra di stabilizzazione. Tutto questo, fermo restando la lotta agli sprechi e la linea del rigore per stabilizzare nell’arco di un decennio questi precari”.

I 320 milioni fissati con la Finanziaria regionale però rimangono.
“Abbiamo stanziato la cifra necessaria, e abbiamo la volontà di non sforare il patto di stabilità. Ma era necessario, da parte del governo, fare una delega chiara per consentirci di chiudere la storia del precariato”.

Sono ancora possibili modifiche dell’ultim’ora?
“Il ministro Tremonti ha chiamato ieri sera il presidente Lombardo, assicurando che nel maxi-emendamento dovrebbe esserci la modifica che noi chiediamo”.

Cioè di togliere l’esclusione per i Comuni che spendono tanto per i precari?
“Certo”.

In caso contrario, siete pronti ad un’ennesima mobilitazione?
“Assolutamente sì. Anche se abbiamo tempo fino al primo gennaio, quando scadranno la maggior parte dei contratti. C’è un doppio step da seguire: prima bisogna pensare a contrattualizzare queste persone, per poi stabilizzarle”.

Intanto c’è da ancora da votare la Finanziaria, a cui sarà apposta la fiducia. Il “sì” dell’Mpa è in dubbio?
“Certamente sì. La stabilizzazione dei precari siciliani è la condicio sine qua non perché possiamo votare la manovra”.

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