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Pd, vince la linea Lupo

Ultimatum a Lombardo
Mano tesa all'Udc


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Secco no al governo Berlusconi e a quella politica che non guarda al Sud d’Italia e apertura all'Udc e ai partiti moderati per sconfiggere la destra: è questa la sintesi trovata dal segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, e condivisa all'unanimità dalla direzione regionale del partito. Una direzione, come ci si poteva immaginare, non particolarmente serena, che ha visto diversi momenti di tensione e di confronto. Tante sono state le critiche mosse soprattutto nei confronti della linea politica di sostegno alle riforme seguita dai deputati all'Assemblea Regionale. E proprio i deputati hanno sottolineato, per voce del capogruppo Antonello Cracolici, come non ci sia stato alcun colpo di Stato e che la linea seguita è quella votata dall'assemblea del partito lo scorso 19 dicembre.

Nella lunga relazione introduttiva, il segretario regionale Giuseppe Lupo ha scandito alcuni passaggi salienti tra cui, appunto, l'opposizione alla politica berlusconiana, che poco guarda alla questione meridionale: “Lombardo – ha detto Lupo – sciolga l’equivoco e dica chiaramente se sta con Berlusconi o meno. Non si possono difendere a gran voce i precari in Sicilia e poi votare la manovra finanziaria a Roma. Dobbiamo essere noi ad assumere l’iniziativa contro la manovra finanziaria, che non guarda al Sud e penalizza gli enti locali. Così com’è, questa finanziaria rappresenta un preavviso di licenziamento per i 23.000 precari dei Comuni siciliani”.

Proprio a proposito del governo Berlusconi, Lupo è tornato a chiedere che il governo nazionale sblocchi i 4 miliardi e 300 milioni di euro di fondi Fas destinati alla Sicilia, “che rappresentano – ha detto Lupo – un’importante opportunità di crescita ma anche un’attrazione per i potenziali investitori stranieri”.

Nel tanto atteso bilancio di metà anno il segretario ha lodato il suo partito, la sua classe dirigente, i risultati ottenuti alle ultime amministrative, il lavoro dei deputati all’Assemblea Regionale. Ha ricordato i risultati raggiunti con l’approvazione della finanziaria e ha affermato che bisogna proseguire sulla linea stabilita dall’assemblea lo scorso dicembre.

Due, le riforme che secondo Lupo il Pd dovrebbe intestarsi e porsi come prossimi obiettivi: l’abolizione delle province, almeno nelle aree metropolitane, e l’integrazione socio sanitaria per potenziare l’assistenza domiciliare. Non sono mancate le critiche a Micciché a cui, a proposito dei fondi Cipe, Lupo ha rimproverato di essere “pronto a bacchettare la burocrazia altrui, dimenticando i ritardi sulla propria”.

Il segretario regionale ha inoltre ribadito a Lombardo la valutazione di inadeguatezza di questo governo da parte del Pd. Significativa, infine, l’apertura da parte del segretario dei democratici all’Udc, nell’ottica di “allargare le alleanze con i partiti moderati – ha detto Lupo – per riuscire a sconfiggere la destra”.

Poi è stata la volta di Mirello Crisafulli, secondo il quale è necessario lavorare a “una rinnovata unità del gruppo dirigente. Piuttosto che cercare l'avversario a casa nostra, guardiamo fuori”. Non era certo la prima volta che Crisafulli si dichiarava contrario alla linea decisa dal partito lo scorso 19 dicembre e agli scontri interni al partito, e questa volta ha rincarato la dose parlando di “errore politico che il partito si troverà a pagare”.

Infine il capogruppo all'Ars, Antonello Cracolici che ha ribadito come non ci sia stato “nessun colpo di Stato. Il partito – ha detto Cracolici – ha democraticamente votato una linea e ad oggi non è arrivata nessuna proposta alternativa. A questa linea si è risposto solo con i ‘no’ e i mal di pancia, ma non con una proposta chiara. Io credo – ha aggiunto il capogruppo all’Ars – che la cosa peggiore di questo governo sia stata la paralisi amministrativa, che fa percepire la Regione come un pachiderma fermo”. Secondo Cracolici “oggi le condizioni sono diverse e il nostro partito non può far finta di non sapere che c’è una vicenda giudiziaria che pende sulla testa del presidente. Oggi il Pd non può entrare in modo organico in nessun governo. Non possiamo più galleggiare. Se Lombardo è pronto a varare un governo in grado di affrontare le riforme il Pd sarà pronto a fare la sua parte, altrimenti torneremo all’opposizione”.

Un’ultima battuta, infine, Cracolici l’ha lanciata al senatore Enzo Bianco, che aveva già abbandonato la sala: “E' stato detto che i deputati all’Ars agiscano seguendo la logica dell’attaccamento alla poltrona. Sinceramente, penso che nel momento in cui a dirlo sia un parlamentare nominato, si superi davvero il senso del limite”.


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