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A sinistra del Sudafrica

Sai che Samba se sei libero
di raccontare che sei gay

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Il calcio totale contro il football Samba, culture e storie di due prestigiose scuole di calcio, si affrontano nel primo quarto di finale di questo mondiale sudafricano.
Brasile e Olanda hanno rappresentato il simbolo del calcio d’attacco, dove la raffinata tecnica individuale si mette a disposizione di un collettivo che, prima di difendere, ha l’obbligo di attaccare, attaccare, attaccare.
I sudamericani hanno trionfato cinque volte, mentre gli orange hanno raggiunto solo due volte la finale ma in entrambi i casi hanno perso contro le squadre di casa.
Indimenticabile la finale del 1978, una partita che andava oltre il calcio: l’Olanda era simbolo della democrazia, libertà sessuale e capelli lunghi, contro la sanguinaria dittatura argentina che aveva organizzato un campionato mondiale per auto-legittimarsi e nascondere, al mondo, torture e violenze.
Il Brasile è lo spettacolo, la tecnica, i passaggi millimetrici, i dribbling di Garrincha, le acrobazie di Pelè, le geometrie di Falcao, i calci di punizione di Zico, le accelerazioni di Ronaldo… il Brasile è sinonimo della storia del calcio.
L’Olanda è sempre stata una squadra simpatica: la maglia arancione, allegra e scintillante; un piccolo paese operoso e divertente; belle donne e marijuana.
Insomma, per gli amanti del calcio, questa dovrebbe essere la finale ideale.
Anche se, dopo le prime quattro partite, Olanda e Brasile hanno dimostrato di avere imparato a difendere ed infatti sono tra le difese meno battute di questo torneo e hanno tra i pali due portieri di livello eccezionale. Certamente tra i migliori del mondo.
L’altra caratteristica nuova di queste due squadre è che sanno giocare molto bene in contropiede, ribaltando velocemente l’azione con gli sganciamenti di Lucio, le percussioni di Kakà, i lanci chilometrici di Sneijder, le accelerazioni di Robben.
Due squadre forti che hanno migliorato i loro storici punti deboli e hanno esaltato le loro caratteristiche tattiche… Chi vincerà?
I grandi opinionisti dicono ovviamente Brasile, più maturo e così abituato alle vetrine internazionali da non aver paura del big match. Io penso che i grandi opinionisti possano sbagliare… Ai posteri l’ardua sentenza!
La partita di oggi tra Olanda e Brasile inaugura un’importante iniziativa della la Fifa contro il razzismo. Lodevole, sperando che non sia solo retorica. Aspettiamo fiduciosi che gli organi di governo del calcio mondiale possano presto avviare una campagna contro l’omofobia.
Sarebbe bello se tre, quattro, cinque grandi campioni del calcio potessero dire davanti alle telecamere, senza tabù o paure di licenziamento, di essere omosessuali… Così la rivoluzione del calcio totale o del football Samba potrebbe essere completata.


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