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Carlo Vizzini

"Berlusconi non c'entra con la mafia
Ma i partiti facciano davvero pulizia"


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Carlo Vizzini



Carlo Vizzini, senatore del Pdl intervistato da "l'Espresso", parla di mafia, di rapporti con i partiti, sfiora la sentenza dell'Utri e lancia un monito: i partiti devono fare pulizia.
"Non commento le sentenze - dice Vizzini, riguardo al processo d'appello che ha visto Marcello Dell'Utri condannato -. Mi auguro che Dell'Utri, che ha ancora un grado di giudizio, possa avere ragioni sufficienti per consentire alla Cassazione di fare una regressione. Il fatto che ci si fermi fino al 1992 in qualche modo esclude l'idea che la discesa in politica di Berlusconi è stata appoggiata dalla mafia".

Il senatore è più netto sull'aspetto generale della questione: "Dire i mafiosi fuori dalla politica è una cosa troppo ovvia, perché chi ha una condanna definitiva va in carcere. Certo, sulla selezione della classe politica si ha bisogno di riflettori più accesi. Sono uno degli autori del codice di comportamento varato dalla Commissione antimafia presieduta da Forgione, ma viene disatteso. Le forze politiche dovrebbero avere il coraggio di guardarsi dentro e suggerire ai propri iscritti, quando hanno commesso illegalità, di fare un passo indietro".


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