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Bersani: "Un fatto gravissimo"

Far West per le vie di Catania
Ragazza colpita da pallottola vagante

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Catania, corso indipendenza, giuseppe calanna, panificio, piazza dante, studentessa universitaria, Cronaca
Sarebbe la lotta interna al clan Santapaola all'origine della sparatoria che questa mattina a Catania è costata cara ad una donna di 34 anni, Laura Salafia, che adesso è ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Garibaldi. Secondo i magistrati che hanno aperto un'inchiesta sull'agguato, avvenuto in piazza Dante a pochi passi dalla facoltà di Lettere, infatti, alla base dell'attentato organizzato per colpire Maurizio Gravino, rimasto a sua volta ferito gravemente, ci sarebbe stata la volontà di vendicare l'uccisione di un altro esponente del clan etneo, freddato il 24 giugno scorso. L'uomo è cognato del presunto boss Nino Testa, personaggio di spicco della mafia catanese.

Laura Salafia, studentessa di Lettere di origine siracusana, si sarebbe trovata dunque al posto sbagliato al momento sbagliato, diventando incolpevole bersaglio delle pallottole esplose dai sicari. I sanitari dell'ospedale Garibaldi, che hanno preso in cura la ragazza, parlano di una "lesione midollare importante dovuta a un proiettile ritenuto nel collo", tra la seconda e la terza vertebra cervicale. Una situazione che seppur grave, non costituirebbe un pericolo imminente per la vita della donna, che probabilmente in serata sarà sottoposta ad un intervento di neurochirurgia.

Su questa tragedia, che rischia di costare la vita ad una vittima innocente, ha espresso parole durissime il rettore dell'Università di Catania, Antonino Recca, che uscendo dall'ospedale ha definito una "vergogna" quanto accaduto. "Non si può rischiare la vita per andare a studiare - ha detto Recca -. Il problema pare che sia la frammentazione del proiettile: alcune schegge si trovano vicino a parti delicate. I medici si sono riservata la prognosi ma non sarebbe in pericolo di vita".

Sempre questa mattina, pochi minuti prima dell'attentato davanti all'Università, in un'altra sparatoria era rimasto ferito un giovane di 28 anni, Giuseppe Calanna. Il ragazzo era all'interno del panificio del padre quando è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola al braccio. Un agguato che solleva molti dubbi, dal momento che il giovane non risulta inserito in ambienti criminali. Interrogativi cui la Squadra Mobile catanese sta cercando in queste ore di dare una risposta.

"Ciò che è accaduto questa mattina a Catania è un fatto gravissimo. Non è ammissibile che una ragazza possa rischiare la vita mentre sta andando all'Università per studiare". Lo afferma in una nota Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd. "Il diritto a vivere una vita normale dove lo studio e il lavoro non possa essere messo in discussione da azioni criminali - prosegue Bersani - deve essere garantito a tutti, a Nord come a Sud del paese. Chi ricopre un ruolo di responsabilità nella vita pubblica deve sentire con forza e con preoccupazione la condizione di chi, ancora oggi, non vede affermati in pieno i propri diritti di cittadinanza. Vorrei esprimere a Laura Salafia la mia solidarietà e l'augurio di pronta guarigione", conclude il segretario del Pd".


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