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SCELTI PER VOI

Lombardo: il nuovo pentito
e l'inchiesta "Why not"


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(di Giuseppe Lo Bianco - da "Il fatto qutidiano") Appalti e investimenti, progetti commerciali e industriali con l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche: è una vera e propria mappa di tutti gli interessi economici, centrati non solo sulla Sicilia orientale, ma anche Palermo, Agrigento e Trapani, quella che starebbe tracciando il
nuovo collaboratore di giustizia che ha rivelato dall’interno gli appoggi mafiosi dei quali avrebbero goduto, secondo l’accusa, i due fratelli Lombardo, Raffaele e Angelo, il primo governatore della Sicilia, il secondo deputato nazionale del Mpa, entrambi indagati per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il procuratore Vincenzo D’Agata smentisce (“non ne so nulla, apprendo da lei l’esistenza di questa intercettazione”) ma i pm della procura di Catania starebbero valutando se acquisire agli atti dell’inchiesta un’intercettazione telefonica depositata nel processo Why Not condotto dal pm Luigi de Magistris: parlano il governatore e l’imprenditore Tonino Saladino, referente in Calabria della compagnia delle opere, condannato a nove ipotesi di abuso d’ufficio, tutte relative a progetti finanziati dalla Regione Calabria. Una telefonata nella quale compare il nome di Antonio Gatto, presidente dell’impero alimentare Despar e grande finanziatore dell’ex governatore della Calabria, Agazio Loiero sul quale indaga la Dda di Palermo per i suoi presunti legami con i boss trapanesi in relazione al riciclaggio dei miliardi di Matteo Messina Denaro, erede di Provenzano, attraverso la rete di supermercati della grande distribuzione.

Nella telefonata i due, Lombardo e Saladino, si danno un appuntamento per discutere del progetto autonomista del movimento del leader del Mpa, coinvolgendo Gatto. Ecco il testo della conversazione intercettata:
L Io sono Raffaele Lombardo
S E io sono Tonino Saladino buonasera
L Mi doveva parlare o no
S Sì, sì ma quando ci vediamo
L Io l’ho aspettata un paio di volte a Roma, come lei sa. Ora sono qui a Reggio Calabria per un convegno, no a Reggio Calabria a Lamezia
S Ah sono pure io a Lamezia
L Lei non può venire qui però mi pare…
S No, riterrei non opportuno venire lì, perché mi conoscono tutti
L Qual era l’argomento che le voleva trattare con me se è lecito?
S Dovevamo parlare del suo movimento, io sono amico di Carlo Saccio, sono il responsabile di Comunione e liberazione qui in Calabria, noi ci siamo conosciuti al meeting di Rimini se si ricorda con sua moglie a delle mostre e c’era anche l’amico Gatto, Tonino Gatto che è coinvolto con noi in un esperimento di… imprese e volevamo fare una chiacchierata con lei sul tema del suo movimento che ci interessava anche in vista delle prossime regionali volevamo un discorsetto un po’ serio
L regionali o politiche?
S Le politiche ormai sono sotto, ormai non è che si può più fare
L Io appena finisco questo convegno posso chiamarla verso le sette
S Eh se lei mi dice che è disponibile io chiamo Gatto lo faccio scendere da Cosenza tanto lui in 40 minuti è qua
L lo faccia scendere, figuriamoci se non siamo disponibili…
S Allora ci vediamo alle sette presso la compagnia delle opere che è a duecento metri alle sette sono a messa come esco dalla messa io ho il suo cellulare memorizzato, ci sentiamo e ci vediamo noi siamo proprio a duecento metri di distanza
L d’accordo d’accordo, grazie
S arrivederci

“Intanto non è stata ancora fissata la data dell'incontro del presidente della Regione con i magistrati della Procura di Catania”, secondo l’avvocato Carmelo Galati, legale del governatore della Sicilia indagato per concorso esterno all’associazione mafiosa. Il penalista ha “ribadito anche ieri mattina al procuratore capo Vincenzo D'Agata la richiesta del presidente Lombardo di essere sentito nel più breve tempo possibile per fare chiarezza sulla vicenda, della quale si proclama completamente estraneo”.

“Dalla Procura - ha aggiunto l’avvocato Galati - ci hanno risposto che si sta valutando la richiesta e la risposta arriverà presto ”. Secondo indiscrezioni Lombardo potrebbe essere sentito per permettergli di fare spontanee dichiarazioni o interrogato come persona indagata. Non si placano, infine, lepolemiche sul ruolo dell’informazione: il legale di Lombardo ha annunciato una nuova querela contro Repubblica; a difesa dei cronisti del quotidiano sono intervenuti ieri l’Ordine dei giornalisti e l’Unione nazionale cronisti. Inoltre anche la procura di Palermo ha indagato Raffaele Lombardo per abuso d’ufficio insieme all’assessore regionale Francesco Scoma: avrebbero concesso illecitamente 3 milioni di euro al consorzio Coinres per fare fronte all’emergenza rifiuti in provincia di Palermo.

Il pm Alessandro Picchi ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sostenendo che i due indagati avevano sì commesso un atto illecito, ma la soluzione urgente di un problema come quello dei rifiuti “risponde ad un’esigenza sociale e sanitaria di per sè di valore primario”, protetta dagli articoli 3,9, e 32 della Costituzione.


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