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Appalti illeciti nel mirino, 5 arresti a Palermo

Rifiuti e affari sporchi
Il clan degli insospettabili

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I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Milano, con la collaborazione di personale dei Gruppi Tutela Ambiente di Treviso e Napoli e dei Comandi CC Provinciali di Lodi, Piacenza, Palermo e Trapani, hanno eseguito dei provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica lodigiana nei confronti di soggetti appartenenti ad una associazione per delinquere finalizzata all'aggiudicazione ed acquisizione di appalti pubblici aventi per oggetto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di alcune cittadine lombarde, alla turbativa d'asta aggravata, alla truffa ed al traffico illecito di rifiuti speciali. Nel corso delle indagini sarebbe stato accertato che alcune gare d'asta sono state vinte aggirando le procedure relative al possesso delle qualità soggettive degli amministratori delle società concorrenti. I carabinieri hanno eseguito complessivamente nove ordinanze di custodia cautelare. Cinque di queste sono state eseguite a Palermo. Il giudice ha concesso a quattro indagati gli arresti domiciliari, mentre un quinto è finito in carcere. Nell'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti sono coinvolti familiari di boss mafiosi di Palermo, già in carcere per estorsioni, e imprenditori di importanti società di automezzi, come la Ma.Vi. che vende autocarri della Reanaul a Palermo. Si tratta di Mario Madonia, al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari, insieme a
Maria Abbate, dipendente della società Italia 90 srl, sorella dei boss del quartiere Kalsa di Palermo; Tiziana Gatti, impiegata amministrativa della società Italia 90 srl; Susanna Ingargiola, amministratore unico della società Italia 90 srl. In carcere è finito Claudio Demma, socio di Italia 90 srl ma di fatto gestore della società, che è stato rinchiuso all'Ucciardone. La sede di Italia 90 srl è nel centro storico del capoluogo siciliano, proprio davanti all'ingresso della chiesa dello Spasimo.


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