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Il DIBATTITO SULL'OMOSESSUALITA'

Dove comincia Auschwitz

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, Cronaca
Omosessualità. Tema urticante che coinvolge pancia e intelletto, nonostante troppi elementi si diano per assodati. Il conflitto è una conseguenza naturale e noi crediamo che sia cosa buona e giusta. Non amiamo le finzioni del politicamente corretto. Se uno pensa che l'omosessualità sia una perversione, una malattia, è bene che lo dica, ma è bene anche che ascolti le repliche degli altri. Al netto della rabbia comprensibile, che nasce quando ci sono in gioco argomenti tanto profondi, perfino l'aspra battaglia va bene, perché comunque sgretola una patina di finto perbenismo. C'è tanta distanza tra le parole e i comportamenti, tra i principi di tolleranza e la loro applicazione. Ed è giusto camminare nel solco della contraddizione, fino ad arrivare a una sintesi vera, non ipocrita, non di facciata. Perché sempre all'ombra dell'ipocrisia comincia la prigione e si aprono le porte dei campi di concentramento. Visto che livesicilia è in gioco, è giusto che chi scrive spieghi chiaramente il suo pensiero, che è solo il suo. Io mi sforzo di stare dalla parte dell'amore, senza generi e senza aggettivi. E penso che ci siano storie normali infinitamente più odiose e violente e contrarie ai comandamenti di Dio delle cosiddette storie irregolari. Io considero l'amore proprio un poligono irregolare, più difficile da calcolare se uno non accetta il suo mistero.
E poche cose ho imparato, ma una la tengo per assodata, dopo tutte le mani che ho stretto all'alba e tutti gli occhi che ho chiuso al tramonto. Dove c'è l'amore non può esserci Auschwitz.


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