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SGARBI RICORDA UNA CELEBRE LITE

"Io, figlio cattivo di Mike"

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mike bongiorno, scontro, sgarbi, telemike, tv, Cronaca
Il siparietto è uno di quelli che hanno fatto la storia della televisione italiana. Mike Bongiorno, morto oggi all’età di 85 anni, contro Vittorio Sgarbi, critico d’arte e oggi sindaco di Salemi, nel Trapanese. Non se le sono mandate a dire, in quella puntata rovente che livesicilia ripropone come video (qui un fotogramma), e da quello scontro è nata un’amicizia ancora più forte. Sgarbi si considera “il figlio cattivo mentre Fiorello è poi diventato il figlio buono”, perché per Sgarbi Mike Bongiorno “è stato come un padre”. Il ricordo non può non passare da quell’avvenimento. “Era il 1991 e io ero stato inserito in quel programma (Telemike, ndr) come stimolatore, come ‘eccitante’ dentro una formula molto vecchia. Mike è stato coinvolto e non si è tirato indietro”. Parliamo di tanto tempo e tanti format fa. “Si tratta di un episodio della televisione di 18 anni fa – spiega Sgarbi - la puntata era registrata e andarono in onda solo tre minuti dello scontro fra me e Mike. Poi Ricci ha recuperato il nastro e ha fatto vedere un altro Mike, quello combattivo”.

E si segnalano come precursori, quei due personaggi, di una televisione che ancora doveva venire. “Possiamo dire che in quell’occasione abbiamo inventato il reality show, in cui Mike è uscito dalla sua veste bonaria, quasi ecumenica, e si vedeva così com’era: incazzato. E resisteva alle provocazioni – continua il sindaco di Salemi - e alle mie bordate con energia. Lì lo abbiamo saggiato come personaggio reale, diverso da come tutti lo conoscevamo”. Uno scontro che andava al di là di due persone, che rappresentava uno scontro generazionale fra due modi di fare tv. “Era proprio uno scontro generazionale dove il passaggio di consegne finale è stato con Fiorello. Mike apparteneva a un immagine dell’Italia di Biagi, Andreotti, Sordi, la generazione successiva già parlava in un altro modo. Io dicevo le parolacce, lui no...  Loro facevano parte di quella tv che ha unito l’Italia sotto un’unica lingua televisiva”.
“Diciamo che ero il figlio difficile – conclude Sgarbi - mentre Fiorello è stato il figlio facile. Infatti è finito a Sky, ad abitare ‘in casa del figlio’. Quello scontro ha fatto venir fuori la dimensione di uomo di Mike e da allora siamo diventati più amici”.


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