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ORRORE A PALAZZO ADRIANO

Violentano a turno
una minorenne disabile

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Orrore e choc a Palazzo Adriano. La festa del "Crocifisso" si è trasformata in un incubo per una giovane ragazzina appena tredicenne portatrice di handicap. Nella notte tra il 16 e il 17 scorsi, la ragazzina è stata avvicinata da quattro giovani di sua conoscenza, tre minorenni e un maggiorenne. Volevano portarla via. Lei si è rifiutata. Allora, i quattro l'hanno trascinata di peso in un altro luogo. Raccapricciante e dettagliato  il racconto della violenza: dopo averla buttata a terra, uno degli aggressori le teneva le braccia bloccate, un altro le tappava la bocca per impedire che fossero udite le sue grida coperte anche dal rumore dei fuochi d’artificio della festa, e gli altri due a turno dopo averle tolto pantaloni e maglietta si sono denudati e l'hanno violentata. Dopo l'orrore le  minacce di morte e l'intimazione al silenzio. L'hanno lasciata in un lago di sangue.
La tredicenne trovate le forze per rialzarsi si è accorta dell’emorragia ed è corsa dalla madre che seguiva la festa, chiedendole di tornare subito a casa e non dando spiegazioni su quanto fosse avvenuto e del perché avesse i vestiti sporchi di sangue. Solo il giorno dopo la vittima è riuscita a confidarsi con una zia. Immediatamente sono scattate le indagini dei carabinieri delle compagnie di Lercara Friddi e di Corleone. La ragazza ha effettuato il riconoscimento fotografico dei suoi aguzzini fornendo una dettagliata ricostruzione dei fatti in presenza di un consulente tecnico raccontando che da allora la sua vita era cambiata. Perseguitata dagli incubi, la notte non faceva altro che sognare i quattro che la violentavano, e si svegliava dopo aver bagnato il letto con il senso che le mancasse l’aria.
Stanotte i quattro presunti responsabili della violenza sono stati tratti in stato di fermo dai carabinieri delle compagnie di Lercara Friddi e di Corleone e della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale dei Minori, il maggiorenne tradotto al carcere di Termini Imerese ed i minori presso il centro di prima accoglienza.


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