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L'attacco di Fabio Granata

"I coordinatori regionali del Pdl
sono minoranza, ne prendano atto"

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Non si parla di scissione ma è chiaro: “ La posizione dei coordinatori regionali siciliani è una posizione minoritaria e mi fermo qui”. A parlare è Fabio Granata, vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, legato al presidente della Camera, Gianfranco Fini. A Palermo prova ad animare il dibatto interno al Pdl e attacca Domenico Nania e Giuseppe Castiglione, coordinatori regionali del partito di Berlusconi. Secondo Granata i due “dovrebbero prendere atto che sono in una posizione minoritaria e riaprire una discussione per trovare un punto di mediazione. Non c'è alcun intento di esercitare alcuna egemonia sul Pdl ma non avere espressione di assessori regionali è un fatto politico di cui Nania e Castiglione dovrebbero prendere atto”.

Fabio Granata da tempo ha lanciato una sfida: a fine settembre organizzerà gli stati generali del Pdl siciliano, “per dare anche delle indicazioni programmatiche per tutti coloro che appoggiano Lombardo lealmente”. Non nasconde che la nascita del Lombardo-bis sia stato una sorta di spartiacque all'interno del partito. “Lombardo, insieme con noi, porta avanti delle riforme importanti, a partire da quella della sanità. Noi lo presseremo per riformare tanti altri settori della vita pubblica siciliana” ha aggiunto Granata che spiega il suo progetto: “La nostra proposta è di sostegno a Lombardo ma anche di autonomia di percorso come laboratorio politico prima ancora che organizzativo e culturale. Ecco perché – continua - organizzo gli stati generali del Pdl siciliano. Per tutti coloro che appoggiano lealmente l'esperienza del governo Lombardo e non mi sembra che lo facciano tutti. La ripercussione – conclude - è poi quella che avviene a livello locale come a Palermo”.

La nuova giunta di Palermo, nominata nei giorni scorsi dal sindaco Diego Cammarata, infatti, non vede nelle proprie fila un solo personaggio legato alla corrente Miccichè. Per Granata, invece, è necessario tornare a ragionare come un partito di governo, “prendendo atto che un partito non può esimersi dall'assumersi responsabilità di governo alla Regione”.


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