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la sentenza

Prete accusato di pedofilia
Condannato in appello a 3 anni

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Padre Vincenzo Calà Impirotta è accusato di aver abusato di un giovane, all'epoca minorenne, dal 2005 al 2007.

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CATANIA - Condanna confermata anche in appello per il prete di Randazzo Vincenzo Calà Impirotta accusato di aver abusato di un giovane, all'epoca minorenne, dal 2005 al 2007. La pena, rispetto al verdetto del Gup, è stata ridotta da 4 a 3 anni di reclusione. È questa la sentenza, arrivata nella notte, della prima sezione penale della Corte d'Appello di Catania (Presidente Muscarella, a latere Urbani e Consiglio). Un processo, quello che si è appena concluso, che si è protratto per diverse udienze a causa dei rinvii causati dal carico non indifferente di procedimenti che si celebrano davanti alla Corte d'Appello di Catania. A rappresentare l'accusa la Pg Miriam Cantone.

Nella sua accorata discussione l'avvocato di parte civile Sandro Costanzo Piccinino, che assiste la vittima, ha percorso il dramma vissuto dal giovane che avrebbe subito in silenzio gli abusi. Un silenzio che si è rotto solo al compimento dei 18 anni. Non è stato facile per il ragazzo andare dalla polizia e raccontare tutto. Su tutte le emozioni contrastanti, la vittima ha dovuto affrontare anche la paura di non essere creduto.

Padre Calà, difeso dall'avvocato Agron Xhanay, è stato sempre presente alle udienze, accompagnato da un nutrito gruppo di esponenti del clero e di fedeli randazzesi. Un atto di forza e di solidarietà nei confronti del sacerdote come quello organizzato dopo la sentenza di condanna di primo grado. Dopo il verdetto del Gup intervenne anche il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, con una nota in cui esprimeva "vicinanza accoglienza per la vittima" e chiedeva alla comunità diocesana di "pregare per il sacerdote" condannato.

Il sacerdote avrebbe abusato del giovane dal 2005 al 2007: violenze ripetute e insistenti. Anche in Chiesa. Un episodio si sarebbe verificando anche durante un viaggio spirituale in Terra Santa. L'inchiesta, che è stata condotta dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Marisa Scavo, è stata avviata dopo la denuncia della vittima nel 2009. In quella denuncia sono state impresse nero su bianco i tentativi di molestia del parroco. Abusi che padre Calà ha sempre negato.

Le motivazioni della sentenza arriveranno tra 90 giorni. A quel punto la difesa ricorrerà in Cassazione per il terzo capitolo di questa drammatica storia giudiziaria. Qualsiasi sarà l'epilogo.

(fonte foto vvox.it)


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