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TRIBUNALE DEL RIESAME

Gromokov torna agli arresti
Accolto ricorso della Procura

Nikita Gromokov, tribunale

Il 26enne, condannato a 5 anni per omicidio volontario, era stato rimesso in libertà.

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CATANIA. Torna agli arresti il 26enne russo Nikita Gromokov, condannato in primo grado a 5 anni dal gup di Catania Carlo Umberto Cannella per l'omicidio preterintenzionale di Giovanni Leonardi. La vittima era stata colpita con calci e pugni ed era poi deceduta per un arresto cardiocircolatorio all'ospedale Santa Marta e Santa Venera. Subito dopo la condanna, lo scorso aprile, il gup aveva disposto l'immediata remissione in libertà dell'imputato, nonostante i difensori non avessero presentato alcuna istanza. Il provvedimento era stato impugnato dal pubblico ministero Santo Distefano davanti al Tribunale del Riesame. I giudici nei giorni scorsi hanno accolto l'istanza dell'accusa, riformando l'ordinanza del gup e disponendo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

 

L'AGGRESSIONE. E' il 12 giugno dello scorso anno quando al pronto soccorso dell'ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale giunge in gravi condizioni il 61enne Giovanni Leonardi. L'uomo, tassista abusivo acese, viene colto da malore dopo un violento pestaggio avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Acireale. Muore poco dopo per un arresto cardiocircolatorio. Ad aggredirlo dopo un alterco il 26enne Nikita Gromokov. Il giovane lo accusa di aver rubato il giorno prima il portafoglio alla propria compagna. Lo aggredisce prima verbalmente, intimandogli di restituire il maltolto, e poi fisicamente, colpendolo ripetutamente con calci e pugni, anche quando il 61enne è ormai a terra. I carabinieri della Compagnia di Acireale, allertati da alcuni testimoni, ricostruiscono in poche ore l'accaduto. I nastri di una telecamera di videosorveglianza, acquisiti dai militari dell'Arma, appaiono inequivocabili. Il giorno dopo l'aggressione il 26enne viene rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto per l'omicidio di Leonardi. Per l'accusa non ci sarebbero dubbi sulle sue responsabilità. A causare l'infarto e la morte della vittima sarebbe stata l'efferata aggressione subita.

 

 


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