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Illegalità e crimine diffuso
Intensificati i controlli della polizia

Catania, controllo del territorio, questura, questura di catania, Cronaca

Giro di vite della Questura.

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CATANIA - "La Questura di Catania avvia un progetto d’intensificazione dell’attività di controllo del territorio, per il contrasto dell’illegalità diffusa a ogni livello. Ciò significa che si passerà a una fase strutturata delle diverse attività di accertamento, organica e coordinata alla consueta funzione anticrimine che da sempre vede impegnata la Polizia di Stato". Il progetto è stato presentato, questa mattina, alla Questura di Catania da Ferdinando Buceti, dirigente della Divisione Anticrimine di Catania.  Dai controlli “su strada” dedicati all’individuazione, col conseguente sequestro, dei veicoli che viaggiano sprovvisti di assicurazione RC (oppure privi della revisione obbligatoria), al contrasto delle attività commerciali illegali – poiché sprovviste delle necessarie autorizzazioni – che, molto spesso vengono condotte con spregiudicatezza, in spregio tanto alla sicurezza dei lavoratori e degli utenti finali, quanto alla regolarità fiscale e previdenziale.

Sono temi, questi, in cui la Polizia di Stato riveste un importante ruolo sociale che, certamente, va oltre il mero obbligo di controllo e sanzione delle condotte illecite: invero, esso s’inserisce in un circuito virtuoso, in cui ogni azione riflette una generale necessità di legalità, fondamentale per il civile e sereno vivere comune.

Si pensi, infatti, alla sempre più diffusa “abitudine” di eludere l’obbligo di assicurazione per la Responsabilità Civile per i veicoli: una vera e propria piaga che mette a repentaglio la sicurezza della circolazione stradale e che, molto spesso, è alla base delle condotte elusive che si concretizzano nel grave reato di omissione di soccorso.

Oltre all’evidente impatto sulla pubblica incolumità, l’inosservanza dell’obbligatorietà dell’assicurazione R.C. comporta un rilevante costo sociale che si realizza nei continui aumenti dei costi assicurativi, vieppiù lievitanti a causa dei tassi d’incidentalità, dovuti alla scarsa manutenzione dei veicoli che, vengono sottratti anche alla revisione prevista per legge.

I costi sociali, ovvero quelli che tutti i cittadini sono costretti a pagare, derivanti dall’irregolare conduzione delle attività commerciali, sono molto più subdoli e difficili da individuare: l’evasione fiscale e la mancanza di regolari autorizzazioni per i pubblici esercizi rappresentano, infatti, un grave nocumento proprio per le imprese stesse, che sono condannate a subire una concorrenza sleale da parte di esercenti senza scrupoli per i quali, in ultima analisi, le spese sono sostenute dall’intera collettività.

La Polizia di Stato, inoltre, è da sempre impegnata nell’emersione del “lavoro in nero”: una piaga che, se da un lato colpisce la collettività attingendo illegalmente, come spesso avviene, da quelle fonti economico-assistenziali messe a disposizione dallo Stato, dall’altro contribuisce a quello stato di depressione economica che, nel rendere meno attrattivo il territorio agli investimenti economici, chiude le possibilità alle P. e M.I., generando opportunità di impianto e sviluppo solo a favore dei grandi centri commerciali e di chi dispone di un elevato potere economico.

Tutto questo ha, nel tempo, defraudato Catania delle sue tradizionali zone di shopping, ha fortemente contrastato l’iniziativa privata e, con ciò, anche le possibilità occupazionali.

L’illegalità nel campo commerciale, anche con riguardo alla sicurezza dei lavoratori, rende gli esercizi pubblici permeabili alla criminalità e, spesso, rappresenta il primo passo per l’infiltrazione della malavita nell’attività stessa.

Una maggior tutela della salute pubblica è l’obiettivo che si affiancherà alla già intensa attività di controllo che si attiva quotidianamente sul territorio: anche in questo caso, i positivi risvolti dell’azione preventiva della Polizia di Stato saranno a tutto favore della cittadinanza che potrà trovare serenità e fiducia nell’offerta degli esercizi di somministrazione alimentare.

Un’ultima notazione riguarda tutte quelle attività che, seppur non sconfinano in vere e proprie fattispecie di reato, rappresentano, effettivamente, un vero e proprio “tormento” per i cittadini catanesi: si tratta dei parcheggiatori – impropriamente detti “abusivi”, giacché tale attività sul suolo pubblico comunale non esiste – la cui presenza diviene sempre più assillante e dei “lavavetri”. Anche in questo campo verrà attuata un’azione più incisiva, tesa a ridurre il fenomeno e a contrastarne l’insorgenza.

Nell’ambito degli interventi a garanzia del controllo del territorio, s’inquadra l’impego di pattuglie di volontari dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato che presidieranno le “passeggiate” del lungomare della Plaja, rappresentando un valido presidio di primo sostegno in tutti quei casi in cui l’osservazione di possibili scenari d’intervento e il conseguente precoce allertamento delle Forze dell’Ordine costituiscono un elemento fondamentale per evitare l’insorgenza di più gravi conseguenze.

Nello sforzo corale di maggior impegno, non mancheranno apporti da parte dei Commissariati Sezionali e Distaccati il cui personale, pur essendo già impiegato in attività di grande attenzione all’illegalità diffusa e con ciò non disattendendo le diuturne attività di prevenzione e repressione della criminalità, verrà inquadrato in modo organico e coordinato alle maggiori operazioni di carattere generale, in modo da armonizzare il complesso delle attività le cui determinazioni verranno assunte in sede centrale.


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