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SISTEMA SIRACUSA

Giordano verso la Pg di Catania
Ultima parola al Plenum del Csm

Catania, francesco paolo giordano, siracusa, Cronaca

L’attuale procuratore di Siracusa, infatti, aveva presentato domanda di trasferimento lo scorso 16 maggio. 

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CATANIA - È arrivato il “sì” della terza commissione del Consiglio superiore della magistratura al trasferimento del procuratore capo di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, alla Procura generale di Catania come sostituto procuratore. Sarà il plenum del Csm, la prossima settimana, a dover ratificare la decisione della terza commissione e estinguere così il procedimento di trasferimento d’ufficio. L’attuale procuratore di Siracusa, infatti, aveva presentato domanda di trasferimento lo scorso 16 maggio davanti al plenum, dove l’assise era riunita per discutere la deliberazione della prima commissione, ossia trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale. Giordano aveva chiesto in via principale di essere trasferito alla Direzione nazionale antimafia come sostituto procuratore, dove ho esercitato funzioni tra il 2004 e il 2008, in linea subordinata alla procura generale di Catania come sostituto procuratore generale.

La circolare del Csm per l’applicazione del trasferimento d’ufficio prevede che la procedura venga sospesa se il magistrato interessato fa domanda di trasferimento ad altri uffici. Una volta accolta la domanda viene estinta la procedura ex art. 2 di trasferimento d’ufficio, altrimenti cessa la sospensione e si riapre la procedura. Quindi la prossima settimana dal plenum dovrebbe arrivare solo una ratifica formale del trasferimento alla Procura generale di Catania. Il procedimento d’ufficio per incompatibilità ambientale era scaturito dall’esposto di otto sostituti procuratori che aveva dato vita anche all’inchiesta sul cosiddetto Sistema Siracusa con l’arresto del sostituto Giancarlo Longo che, secondo l’accusa delle Procure di Messina e Roma, avrebbe insieme a altre 14 persone e per conto dei clienti di due avvocati siracusani Piero Amara e Giuseppe Calafiore, agito per aggiustare processi. La richiesta della prima commissione arrivata al plenum lo scorso 20 febbraio dopo nove mesi d’istruttoria, era fondata soprattutto sull’”irrimediabile frattura del rapporto fiduciario” determinatosi tra Giordano e i suoi sostituti “pur in assenza di responsabilità penale”. Quando gli aprì la procedura di trasferimento d’ufficio, la Commissione contestò a Giordano di aver minimizzato le anomalie nell’operato professionale di Longo e di altri colleghi che i firmatari dell’esposto gli avevano segnalato e di aver disincentivato, se non ostacolato, la formalizzazione di quei rilievi.

Un giudizio che la prima commissione ha confermato dopo l’istruttoria. Nonostante la difesa del procuratore, due corpose memorie e oltre mille pagine di allegati. Giordano davanti al Csm ha sempre rivendicato di aver “aperto cinque segnalazioni disciplinari contro il dottor Longo”, trasmettendo gli atti alla Procura di Messina “quando era doveroso”, e disponendo l’esonero dello stesso dall’assegnazione di nuovi procedimenti e dalla partecipazione a turni e udienze dopo l’apertura dell’indagine a Messina”. Non era bastata questa difesa: per la prima commissione il dottor Giordano aveva “cercato di troncare e sopire, limitandosi ad alcune singole e frammentarie segnalazioni, soltanto quando si erano palesati, da parte del dottor Longo, conclamati abusi e abnormità”. Da qui la richiesta al plenum di trasferimento d’ufficio, sospesa dopo la domanda di trasferimento presentata dallo stesso Giordano e accolta ieri dalla terza commissione. Nella città aretusea, all’apertura dell’istruttoria del Csm contro Giordano, gruppi di cittadini spontanei e associazioni ambientaliste avevano manifestato solidarietà al procuratore capo riconoscendogli “il merito” di aver messo sotto inchiesta i grandi colossi industriali del petrolchimico per l’inquinamento dell’aria. Procedimento tuttora in corso con otto indagati per disastro ambientale. Alla Procura di Siracusa con il trasferimento di Giordano si aprirebbe un periodo di reggenza, ricoperta dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, in attesa del concorso.



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