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Gioeni, inaugurata l'attesa "fontana"
Taglio del nastro a 6 giorni dal voto

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Svelato il monumento che ha preso il posto del cavalcavia, demolito ad agosto 2013. Un'opera apprezzata e disprezzata nello stesso tempo. FOTO

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CATANIA - “Ugo Mirone, Architetto” ed “Enzo Bianco Sindaco, Maggio 2018” sono i due nomi che firmano l'opera in pietra inaugurata stamattina al Tondo Gioeni. A sei giorni dalle elezioni amministrative e con dieci mesi di ritardo dalla data annunciata per la consegna: Ferragosto 2017. L'opera è una fontana monumentale che si sviluppa in 130 metri lineari e otto/dieci metri di altezza, rappresenta “il più grande giardino verticale d'Italia dopo quello di Milano” ha spiegato il sindaco Enzo Bianco dopo il taglio del nastro e vuole essere, ha aggiunto, “una ricucitura della città tra piazza Duomo, dove c'è la fontana dell'“Acqua o linzolu” alimentata dall'Amenano, e il Tondo Gioeni, punto di inizio della Montagna”. Pietra bianca di Comiso, pietra rosa di Custonaci e pietra lavica dell'Etna sono i tre materiali siciliani utilizzati per realizzare questo prospetto imponente che, nelle sue linee, evoca l'austerità di un mausoleo, immagine mitigata dalle zone a verde che si sviluppano lungo i due lati che portano a sinistra verso via del Bosco e a destra verso via Braille.

Purtroppo però, questo giardino verticale non ricopre il muro interamente. I poco più dei 700 mila euro destinati al progetto non sono bastati per completare la ristrutturazione di tutto il muro su cui si appoggia via Albertone. Le parti estreme infatti mantengono, immutate, le stesse peculiarità del passato sia nella parte muraria sia nell'aspetto visivo che avrebbe meritato - almeno oggi - una bella pulita. Il restyling di queste parti  “verrà completato non appena si troveranno le risorse - ha garantito Bianco - mentre abbiamo già trovato un privato che sponsorizzerà l'aiuola centrale del Tondo Gioeni e che ce la consegnerà tra due mesi”.


Una fontana imponente, senza dubbio, firmata dall'architetto Ugo Mirone che stamattina ha sfatato una convinzione che in questi anni aveva accompagnato i lavori: “La fontana non è assolutamente alimentata dalle acque piovane che provengono dalla Timpa. Nella parte sommitale – commenta Mirone indicando via Albertone – ci sono i resti dell'acquedotto di Leucatia che ovviamente non funziona più. Il convogliamento delle acque piovane è una leggenda metropolitana che qualcuno ha messo in giro. Tanto che un collega architetto ha rilevato che solo una infinita stupidità umana - ha concluso - potrebbe affidare l'attività di una fontana alle acque piovane”.

Al taglio del nastro era presente anche l'ingegnere Corrado Persico il responsabile della Direzione Lavori  pubblici e infrastrutture del Comune di Catania. È lui che ha seguito questi lavori per l'amministrazione e sta seguendo i due collaudi. Il primo, quello tecnico, è già stato fatto e consentirà l'accensione dell'illuminazione già da stasera intorno alle 20. Impianto che entrerà a regime solo giovedì 7 giugno. Il secondo collaudo è quello amministrativo e mette insieme la parte economica e quella procedurale. “Un collaudo che richiede anche anni - ci ha detto Persico - ma che in questo caso avrà tempi più celeri”. Non fosse altro, e lo diciamo con estrema simpatia, per il fatto che al massimo l'anno prossimo Persico andrà in pensione.

Parlando del Tondo Gioeni una battuta sul traffico non può mancare. E se è vero che durante l'ultimo fine settimana la viabilità sulla Circonvallazione è stata sicuramente scorrevole, stamattina in direzione Misterbianco non si circolava. Abbiamo dato la colpa all'inaugurazione della fontana che ha lasciato automobilisti, motociclisti e pedoni col naso in su e dediti a svariati commenti dal colore tipicamente catanese. È sicuramente vero che l'apertura di via Castorina (anche questa si attendeva da Ferragosto 2017 e di sicuro è una coincidenza che entrambe abbiano visto la luce a pochi giorni dalle elezioni) ha avuto un ottimo impatto alleggerendo, e di molto, la viabilità. Del resto il progetto, pensato e sostenuto dall'ex assessore Bosco, si proponeva proprio questo. Ma un test davvero efficace dovrà aspettare l'inizio del nuovo anno scolastico. Dispiace però che una strada pronta da settembre 2017 è rimasta chiusa così a lungo e sol perché erano stati dimenticati piccoli dettagli nel primo appalto. Un peccato reso doppio dal fatto che l'asfalto, perfetto nove mesi fa, presenta adesso dei solchi longitudinali che potrebbero rivelarsi un pericolo per i mezzi a due ruote. 


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