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dal mensile S

L'avanzata della cosca Cappello
La mappa del potere del clan

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Assetti militari e anche ambizioni imprenditoriali. Il nuovo volto del gruppo mafioso fondato da Turi Cappello.

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CATANIA - Ancora una volta i Cappello stanno tentando di avanzare e allargare il loro potere criminale a Catania. La cosca avrebbe forti ambizioni mafiose e avrebbe già tentato il salto finanziario, investendo nel settore dei rifiuti.
Vincenzo e il figlio Giuseppe Guglielmino sarebbero il volto imprenditoriale della famiglia mafiosa. L’inchiesta Penelope restituisce una mappa del clan molto vicina all’attualità (pubblicata sul Mensile S in edicola). E perfettamente in linea anche con le dichiarazioni di nuovi collaboratori di giustizia che matita alla mano hanno disegnato una piramide e scritto nomi e cognomi di chi è affiliato alla famiglia fondata da Turi Cappello che - secondo quanto emerso dalle carte del processo - avrebbe inviato direttive anche dal carcere, attraverso i colloqui familiari ma anche epistole (poi bloccate da chi vigila sulla corrispondenza dei detenuti al 41 bis).

Andiamo ai capi militari. È Massimiliano Salvo, figlio di Pippo ‘u carruzzeri’ che avrebbe riassettato il potere criminale a Catania. E le manie di potere del boss avrebbero portato a scatenare una guerra con Salvatore Nizza (e quindi i Santapaola) per il controllo della droga. Poi tutto però sarebbe finito per il meglio grazie a un vertice organizzato a San Giorgio e documentato dagli inquirenti. Un posto di vertice lo ha Salvatore Lombardo, u ciuraru, cugino del capomafia Turi Cappello. Poi Pippo Balsamo, ai domiciliari per motivi di salute, avrebbe il controllo degli affari nei Paesi, e anche nel siracusano.

Nella squadra di Massimo ‘u carruzzeri’ non può mancare Giovanni Catanzaro ‘u milanisi’, Santo Strano ‘facci i palemmu’ e anche il fratellastro Francesco Salvo (da poco finito in manette per estorsione). A completare la piramide, come detto, ci pensa un pentito. “Il gruppo sottoposto a Massimiliano Salvatore Salvo è composto da Tommaso Tropea per Librino, Sebastiano Calogero, Mario Ventimiglia (ma per un periodo limitato di sei mesi), Pippo “ca lenti”, (Giuseppe Palazzolo, ndr)”. Fuori dal triangolo, il collaboratore Carmelo Di Mauro scrive il nomignolo ‘gommista’, che è identificabile con Salvatore Giuffrida. Alcuni di questi sono in giro a Catania, a piede libero. Tutti i nomi e cognomi nel mensile S in edicola. 

 


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