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La nota stampa

"Catania centro di smistamento
della merce contraffatta"

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Catania, merce contraffatta, unimpresa, Economia
CATANIA. Le imprese della Provincia di Catania godono sicuramente di una forte vocazione commerciale poiché circa il 35,2% delle imprese attive nella provincia, che sono circa 80.566 nel 2017, appartengono al settore commercio. Forte vocazione al commercio riscontrata anche tra gli stranieri titolari d’impresa (3.693 nel 2017) che sono l’86,1%.
Fenomeno diffuso nel settore commercio è quello dell’abusivismo che oltre a danneggiare gli onesti imprenditori alimenta in maniera significativa il mercato della contraffazione.
Un mercato, secondo il Direttore di Unimpresa Catania Salvo Politino, quello della contraffazione, che ha trovato sviluppo soprattutto nel periodo post crisi economica dove, con la ripresa dei consumi, è ripartita la spesa in merce fake, attestando come il prodotto contraffatto non eserciti una funzione sostitutiva rispetto a quello originale, ma anzi entra a far parte di una abitudine di consumo di ciascun consumatore.

La merce contraffatta varia da quella di qualità scadente a quelle di alto profilo, spesso del tutto simili a quelle originali, destinate ad un pubblico più facoltoso, come ad esempio gli orologi di lusso che perlopiù vengono venduti soprattutto online.
Nell’ultimo decennio si è rafforzata l’attività di repressione e contrasto da parte delle forze dell’ordine e degli organi competenti, con sequestri e controlli capillari sul territorio sempre più incisivi e sofisticati che, comunque, non sono sufficienti ad arginare il fenomeno della contraffazione.

La Provincia di Catania nel 2017, secondo l’elaborazione dei dati Censis effettuata da Unimpresa Catania, si è collocata, tra le provincie italiane, al 10° posto per numero di sequestri (1.549.074) ed al 4° posto per numero di merce sequestrata (16.178.140 pezzi). In particolare il maggior numero di pezzi sequestrati si riferisce al settore abbigliamento, calzature, giochi e giocattoli, che sono certamente tra le merci più richieste nel mercato della contraffazione: soprattutto quello dei giochi e giocattoli rappresenta, nella provincia catanese, circa il 19,9% (11.203.869 di pezzi) del totale della merce sequestrata in Italia tra gli anni 2008 e 2017.

Un dato significativo è sicuramente quello relativo alle etichette, contenitori e cartellini contraffatti sequestrati nella Provincia di Catania nel 2017: ben 33 sequestri con un numero complessivo di pezzi sequestrati pari a 1.320.291 unità. Ciò attesta secondo Unimpresa, come Catania non sia soprattutto un luogo di origine della merce contraffatta ma luogo di assemblaggio, smistamento e vendita.
Spesso l’attività di assemblaggio viene svolta in domicili privati, per poi smistare la merce a chi la venderà nei mercati, per strada o in spiaggia.
Ma non sempre sono questi i canali di smistamento della merce: ultimamente si sta assistendo alla nascita di veri e propri centri di ingrosso per lo smistamento della merce contraffatta. Di fatti, nel comune di Misterbianco, grosso polo commerciale della provincia, sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza tra il 2016-2018 circa 6,2 milioni di articoli contraffatti o non sicuri, essendo privi di marchio CE o con fraudolenta indicazione dello stesso (SIAC): circa il 70% della merce sequestrata erano giochi e giocattoli “made in China”.
Ultima, ma non meno è importante è la contraffazione dei prodotti nella filiera agro alimentare: non riguarda soltanto l’utilizzo di ingredienti meno costosi o la falsificazione di etichette di brand conosciuti, ma anche la frode sull’origine degli alimenti, con mendace indicazione del “made in”, soprattutto in relazione ai prodotti lavorati.

Unimpresa Catania, elaborando i dati del Censis ha scattato una fotografia del fenomeno, sottolineando la necessità di un nuovo approccio per contrastarlo. Giocattoli, abbigliamento, calzature e cartoleria i settori più colpiti . Negli ultimi anni - ha spiegato il Direttore di Unimpresa Catania Salvo Politino - la contraffazione si è manifestata come uno strumento che presenta margini di profitto interessanti, configurandosi come una vera e propria industria, spesso gestita da organizzazioni criminali di ambito sovranazionale.
Politino ha osservato che il contrasto da parte delle istituzioni competenti deve tenere conto di una realtà estremamente pericolosa e attrezzarsi per dare risposte adeguate. Per combattere un fenomeno così sfaccettato, è necessario sviluppare un approccio pluridirezionale, che tenga insieme molte e diversificate modalità di intervento. Servirebbero quindi la creazione di una regia unica in materia di interventi, l'adeguamento dell'apparato sanzionatorio e penale, interventi su tracciabilità ed etichettatura, l'armonizzazione della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, una regolamentazione dell'e-commerce e campagne di sensibilizzazione tra le imprese ed i consumatori, atte a mostrare i rischi ed i pericoli che la merce contraffatta può provocare. Politino ha infine auspicato che nella prossima legislatura il Parlamento abbia modo di affrontare e recepire le proposte.


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