Live Sicilia

il verdetto di primo grado

Mafia, 30 anni al boss Mazzei
9 anni a fratello candidato sindaco

Catania, catania candidato sindaco, catania ippocampo Nuccio Mazzei, Gaetano Pellegrino, ippocampo, Riccardo Pellegrino candidato sindaco, Cronaca

La sentenza del processo scaturito dal blitz Ippocampo. Nomi e condanne.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - Pesantissima condanna nei confronti del capomafia Nuccio Mazzei, figlio del padrino e uomo d'onore Santo. Il Tribunale di Catania, presieduto dal giudice Francesco D'Arrigo, lo ha condannato a 30 anni di reclusione, accogliendo di fatto la richiesta di pena avanzata dalla pm Tiziana Laudani. Nuccio "u carcagnusu" è l'imputato chiave del processo scaturito dall'inchiesta Ippocampo condotta da Dia e Carabinieri che - grazie a una serie di intercettazioni e delicate indagini - avevano fotografato gli affari del clan, in particolare il traffico di droga. Un affare quello della droga foraggiato da un preciso patto con le 'ndrine calabresi, tra i principali fornitori di stupefacente in Italia. La piana di Gioia Tauro, non a caso, è considerata la porta d'accesso della cocaina in Europa.

Giovanni Galati Massaro è stato condannato a 16 anni di reclusione, Prospero Riccombeni invece a 13 anni, Gioacchino Intravaia, il cognato del capomafia, 11 anni. Nove anni ciascuno invece per Rosa Morace, moglie di Santo (il boss dei boss rinchiuso al 41bis) e mamma di Nuccio Mazzei, Michele Di Grazia, Gaetano Pellegrino, detto u Funciutu (accusato di associazione mafiosa, ndr). Quest'ultimo è il protagonista di quella intercettazione in cui parlando con la moglie del capomafia si dice pronto ad uccidere in nome di Nuccio. Avrebbe ucciso addirittura la moglie, se solo Nuccio glielo avesse chiesto. Pellegrino, inoltre, è il fratello del candidato sindaco Riccardo. Il giovane politico per questo legame familiare era finito tra i nomi dei consiglieri comunali di una relazione della Commissione Regionale Antimafia. Ma tutto è finito con l'archiviazione del fascicolo. Ma l'aspirante primo cittadino è indagato per corruzione elettorale nelle ultime regionali. Accuse che Pellegrino ha sempre respinto.

Ma torniamo alla sentenza. Il Tribunale di Catania ha assolto Santo Mazzei junior, figlio di Nuccio, Silvana Aulino, Mario D'Antoni, Nerina D'Antoni e Piergiuseppe Pennisi "perché i fatti non costituiscono reato" (erano stati accusati di essere i prestanome della cosca). Il Tribunale, inoltre, ha disposto la restituzione dei beni sequestrati.

L'inchiesta aveva portato anche a fotografare un sistema di intestazioni fittizie creato dalla cosca per eludere possibili sequestri patrimoniali. Nuccio Mazzei è stato assolto dall'accusa di intestazione fittizia. Il boss di Catania è stato condannato per mafia e droga. "Le sentenze non si commentano - dicono gli avvocati Francesco Antille e Salvo Pace, difensori di Nuccio Mazzei - dopo la lettura delle motivazioni, che saranno depositate entro 90 giorni, prepareremo un adeguato appello".

"Ricorreremo in appello - dichiara l'avvocato Tommaso Manduca, difensore insieme a Pippo Rapisarda di Gaetano Pellegrino - non appena leggeremo le motivazioni del Tribunale". Il legale inoltre ricorda che l'ordinanza nei confronti del suo assistito, condannato per associazione mafiosa, era stata annullata dal Tribunale del Riesame (collegio diverso dalla prima pronuncia, che invece aveva confermato) dopo l'annullamento con rinvio della Corte di Cassazione. L'avvocato Pippo Rapisarda aggiunge che "l'apparato probatorio emerso prima del processo e nel corso del dibattimento comunque è avulso dalla contestazione per cui oggi il mio assistito è stato condannato. Attendiamo quindi di leggere le motivazioni".

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento