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L'INCHIESTA

Cimici a casa di Montante
L'intercettazione su Fiumefreddo

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Ecco cosa hanno registrato gli agenti della Mobile di Caltanissetta.

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CATANIA – Antonio Fiumefreddo, il noto legale catanese – il cui studio è stato perquisito l'altro ieri dalla Mobile di Caltanissetta - è al centro di una intercettazione tra Antonello Montante e il leader di Confindustria Giuseppe Catanzaro, signore dei rifiuti.

Un'intercettazione pubblicata in modo parziale nell'ordinanza di custodia cautelare, che è all'attenzione degli inquirenti nel capitolo sui dossieraggi organizzati da Montante e sugli accessi abusivi alla banca dati riservata, per verificare il passato di un lungo elenco di nemici. Tra questi c'è Nicolò Marino: Montante è accusato di aver scavato anche sulla vita dei figli del giudice catanese.

L'intercettazione è stata registrata il 14 febbraio del 2016, quattro mesi prima dell'accesso alla banca dati Sdi sul conto di Marino. Fiumefreddo non è indagato.

Le cimici sono state piazzate nella casa di Serradifalco di Montante, registrano un dialogo con Catanzaro; il Gip Maria Carmela Giannazzo sottolinea che i due “stavano concordando il contenuto di una missiva da indirizzare all'allora presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi e al ministro dell'Interno Angelino Alfano, missiva con la quale rappresentare la situazione di sovraesposizione in cui si trovava in quel momento il Montante”. All'improvviso, Catanzaro cambia argomento, e spunta il nome di Fiumefreddo.

L'INTERCETTAZIONE – Montante: ma se Patrizia
Catanzaro
: allora
Montante
: ci...ci mannu un messaggio u capiu vediamo
Catanzaro
: airi Mario Unzo ma chiamato (inc)
Montante
: no ni vittimo sabato scorso
Catanzaro
: Fiumefreddo e...
Montante
: lo so è bastardo..mi dà irragiu(inc)
Catanzaro
: mi dissi ca mava a fari aviri u numero di targa da machina di Marino...a ferrari...sì...sì...sì...sì...ora ti chiamo te lo do
Montante
: secondo me (inc) basta
Catanzaro
: amici e guardati

DUE PUNTI – Il giudice sottolinea che la conversazione ha cambiato repentinamente discorso, per questo è sicuramente determinante comprendere se quando Montante dice “lo so, è bastardo...”, si riferisca proprio all'avvocato catanese o a Mario Unzo. Dal tenore dell'intercettazione, sembra che si riferisca a Fiumefreddo. C'è poi l'altro elemento, quello del “numero della Ferrari” di Marino. L'avvocato catanese lo ha fornito a Montante e Catanzaro?

L'ORDINANZA Il giudice Maria Carmela Giannazzo sottolinea che “occorre doverosamente rappresentare come il Catanzaro e il Montante non abbiano esplicitamente fatto riferimento, in quella occasione, alle finalità per le quali occorreva acquisire i dati relativamente all'autovettura nella disponibilità di Marino, bisogna, però, altrettanto doverosamente interrogarsi sulle ragioni per le quali due imprenditori avvertano l'esigenza di acquisire simili informazioni nei confronti di un soggetto con il quale, peraltro – conclude il giudice - sono insorti forti motivi di contrasto in ragione dell'attività istituzionale da questi condotta all'interno del Governo Regionale di cui era stato chiamato a far parte”.

 


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