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Carthago, al via l'appello
Sentito il pentito Seminara

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L'impero della droga di Nizza a Librino.

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CATANIA - Dovranno essere risentiti tutti i collaboratori di giustizia nel processo d'appello denominato Carthago, nome dell'inchiesta che nel 2016 ha azzerato i componenti di tutti le principali piazze di spaccio di Librino riferibili alla cosca Santapaola. La normativa infatti impone che in caso di ricorso della Procura, e in questo caso il pm ha impugnato la sentenza per 9 posizioni, deve esserci la rinnovazione delle prove orali nel corso del dibattimento di secondo grado.  Il primo ad essere esaminato dai pg Angelo Busacca e Jole Boscarino è stato Davide Seminara, l'ex autista di Andrea Nizza, narcotrafficante dei Santapaola e capo di Librino fino alla sua cattura.

Il processo di primo grado, stralcio abbreviato, è terminato con una serie di condanne. Alcune anche pesantissime. Ma ci sono state anche assoluzioni parziali per alcuni imputati, che sono stati condannati per droga ma non per associazione mafiosa. Ed è su queste contestazioni che si sono mossi i ricorsi della Procura.

L'inchiesta Carthago aveva portato a fotografare il potere criminale di Andrea Nizza, che aveva preso le redini del gruppo di Librino dopo la cattura dei fratelli Daniele e Giovanni, e soprattutto dopo la scelta di Fabrizio di collaborare con la giustizia. Smantellata la sua rete di fedelissimi, composta tra gli altri da Danilo Scordino. Le indagini avevano permesso di localizzare alcune piazze di spaccio, una gestita dagli Arena, un tempo avversari dei Nizza e invece ora alleati, un'altra dai fratelli Cristaudo e una dai Celso. L’inchiesta arriva a ricostruire anche i canali di reinvestimento dei frutti del traffico di droga gestito da Andrea Nizza: viene fuori la figura di Salvatore Fonte, figlio della “regina dello street food” catanese, la 'za Rosa. Su di lui Davide Seminara ha ribadito, nel corso dell'udienza davanti alla prima sezione della Corte d'Appello, presieduta dal giudice Pivetti, il suo ruolo di "custode del denaro di Andrea e anche di Fabrizio Nizza". Sugli altri imputati ha spiegato che "erano affiliati del gruppo" e che oltre alla droga "si occupavano anche di rapine ed estorsioni".


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